Agorà, la coop senza paga si mette in sciopero

13 Maggio 2016

Martedì sit-in itinerante delle 26 lavoratrici sotto i tre Comuni dell’Ambito sociale Marcattili (Fp Cgil): la Regione fugge dalle responsabilità e non liquida i soldi

GIULIANOVA. Martedì prossimo i dipendenti della cooperativa L’Agorà, che collabora con l’Ambito sociale Tordino, faranno una giornata di sciopero. La loro protesta, derivata dal mancato pagamento di diverse mensilità, sarà itinerante, tanto che, a partire dalle 9, andranno a protestare sotto tutti i municipi dei tre Comuni soci del consorzio, ossia Giulianova, Mosciano e Bellante. Dalle 9 alle 10 saranno in corso Garibaldi, sotto il palazzo municipale di Giulianova; dalle 10,30 alle 11,30 protesteranno a Mosciano mentre dalle 12 alle 13 saranno a Bellante.

Sarà insomma una giornata di sit-in itinerante, quella delle 26 lavoratrici che, supportate dalla Cgil, hanno preso la difficile decisione di scioperare. Difficile perché i servizi assistenziali domiciliari che svolgono sono molto delicati e importanti, visto che riguardano anziani e disabili residenti nei tre Comuni dell’Ambito Tordino. Interrompere una prestazione d’opera così delicata comporterà molti disagi ai pazienti assistiti, che non potranno, quel giorno, ricevere le cure necessarie. Lo sciopero, però è stato indetto dopo diversi incontri alla presenza del prefetto insieme ai rappresentanti dei Comuni e della cooperativa L’Agorà. «A nulla», ha commentato infatti Amedeo Marcattili, segretario provinciale Cgil Fp, «sono valse le riunioni effettuate in prefettura, e ringraziamo il prefetto per l’interessamento e l’opera svolta, affinché si potessero trovare soluzioni positive alla problematica; la cooperativa continua ad aver ritardi nei pagamenti delle mensilità di cui non capiamo le ragioni». La motivazione addotta dalla cooperativa, in realtà, è stata sempre la stessa, cioè il mancato pagamento da parte dell’Ambito sociale Tordino di fatture arretrate a loro dovute. A sua volta, l’Ambito vanta crediti per circa 800mila euro dalla Regione, somme accumulatesi negli anni di mancato pagamento.

«La Regione», ha concluso Marcattili, «scappa dalle proprie responsabilità sia nei confronti dei fruitori del servizio che delle lavoratrici, che pagano i ritardi degli enti nell’erogare le fatture alla cooperativa». Un cane che si morde la coda, insomma. Come finirà ancora non è dato sapere. La cosa certa è che i Comuni, per chiudere i bilanci 2016, hanno dovuto diminuire di molto le quote versate all’Ambito.

Margherita Totaro

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