Al bando la marcia di Radetzky dalla festa: «È anti italiana»

19 Dicembre 2016

MOSCIANO. Marcia di Radetzky? No grazie, abbiamo di meglio. E’ quanto ha sussurrato don Pietro Lalloni, parroco della città, al maestro della banda musicale che il 26 agosto ha accompagnato il...

MOSCIANO. Marcia di Radetzky? No grazie, abbiamo di meglio. E’ quanto ha sussurrato don Pietro Lalloni, parroco della città, al maestro della banda musicale che il 26 agosto ha accompagnato il corteo da piazza Saliceti a piazza IV novembre per rendere omaggio al monumento dei caduti. «Quest’anno, da parroco, ho gestito per la prima volta la festa patronale in onore di Sant’Alessandro», sottolinea don Pietro, «e non ho perso occasione per un ritorno alla giusta italianità». Dunque, la marcia militare di Johann Strauss è stata cancellata dal repertorio e lo sarà anche in futuro.

Così, dopo tantissimi anni, viene interrotta una tradizione consolidata. Il religioso, pur ammettendo l’orecchiabilità della melodia, ritiene la marcia di Radetzy, definita famigerata, inopportunamente suonata ed applaudita sul suolo nazionale. «E’ stato sufficiente spiegare ai moscianesi che era fuori luogo proporre quelle note», spiega don Pietro Lalloni, «e tutti hanno capito e condiviso il mio suggerimento».

Secondo il prelato quando le circostanze non vengono adeguatamente illustrate, il popolo diventa “bue” e segue la scia dei più. Il parroco di Mosciano affonda la memoria nella storia e ricorda che la marcia di Radetzky fu composta per celebrare la riconquista di Milano da parte dell’esercito austriaco nel 1848 determinando l’esodo di circa 100 mila lombardi verso la vicina Svizzera. «A Vienna quella musica ha un valore ben preciso», dice don Pietro, «ovvero gioia per la vittoria di Radetzky, per la marcia trionfale sui campi di battaglia italiani, da Custoza alla rioccupazione del milanese». Secondo il prete l’importante è sapere chi si applaude al suono di quel ritmo comunque coinvolgente. Don Pietro non ha dubbi: «Meglio Verdi, Bellini o le marce militari italiane». (al.al.)

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