«Al Bim e al Ruzzo spartizioni di potere»

I capigruppo di maggioranza ai consiglieri gattiani che hanno accusato il sindaco di isolamento
TERAMO. «Miopia e frustrazione». I capigruppo di maggioranza rispondono per le rime ai consiglieri di “Futuro in” Franco Fracassa e Maurizio Salvi sull’elezione del nuovo presidente del Bim. I rappresentati dell’opposizione hanno criticato il sindaco Gianguido D’Alberto per aver disertato l’assemblea in cui è stato designato Gabriele Minosse, sindaco di Cortino e segretario provinciale del Pd, sulla base di un accordo trasversale con l’area di centrodestra riferita a Paolo Gatti. Quest’accusa, a detta dei capigruppo della maggioranza, sarebbe dunque indice di miopia e frustrazione che ha indotto Fracassa e Salvi ad «aver confuso isolamento e coerenza». Andrea Core (Insieme possiamo), Luca Pilotti (Pd), Giovanni Luzii (Teramo 3.0) e Piergiorgio Passerini (Teramo vive) sottolineano una netta distinzione: «Da un lato chi come loro prova a tenersi ancorato a logiche spartitore, in continui intrecci e trasversalismi mirati unicamente a conservare posizioni di rilievo nella speranza di recuperare un giorno consenso; dall’altro, chi come noi ha la forza e il coraggio di rompere vecchi meccanismi che hanno condotto il nostro Comune e la nostra provincia sull’orlo di un precipizio economico, sociale e culturale dal quale con fatica stiamo provando a risalire».
Questo, secondo loro, è emerso dalle recenti scelte che hanno riguardato enti e aziende pubbliche di cui fanno parte i Comuni. «Oggi al Bim come ieri al Ruzzo», affermano i capigruppo di maggioranza, «abbiamo indicato la strada delle competenze e della trasparenza, rifiutando ogni complicità con schemi da manuale Cencelli che nulla hanno a che vedere con il ruolo e la funzioni di questi enti, che nulla hanno a che vedere con la salvaguardia dell’interesse collettivo dei teramani». A Fracassa e Salvi vengono addebitate menzogne sulle assenze di D’Alberto in occasione di iniziative a sostegno del territorio e dei cittadini: «Il sindaco e l’assessore Stefania Di Padova», replicano i capigruppo, «sono stati presenti e in prima linea nella battaglia per il trasporto pubblico e contro il caro pedaggi, partecipando a riunioni e assemblee, pubbliche e private, a Roma e all’Aquila. «Se dovessimo guardare al voto e al sentimento dei teramani verso questa amministrazione», concludono, «forse determinate parole sarebbero più adatte a chi oggi prova con difficoltà e nell’ombra a conservare fette di potere». (g.d.m.)
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