Al Felicioni ci sono 320 migranti: residence al limite della capienza

24 Giugno 2023

Fratelli d’Italia chiede al Comune di vigilare: «Attenzione a non far diventare quel luogo un ghetto E i ragazzi che ospitiamo dovrebbero poter svolgere lavori di pubblica utilità come in passato»

ROSETO. Al residence Felicioni di Roseto attualmente ci sono 320 migranti, un numero davvero alto rispetto ai 100 di tre anni fa, e il consigliere di Fratelli d'Italia Francesco Di Giuseppe, dopo essere stato contattato da alcuni esercenti della zona, mette in guardia il Comune affinché vigili sulla situazione. «Attenzione a non farlo diventare un ghetto», dice Di Giuseppe, «ci sono all'interno ragazzi di varie etnie, bengalesi, nigeriani e altri, e il rischio di faide interne non è da escludere, purtroppo. In qualsiasi luogo dove c’è una grossa concentrazione di persone in uno spazio limitato ci sono sempre le persone buone e quelle cattive. Bisogna vigilare sulla situazione». Di Giuseppe, inoltre, ricorda come alcuni di questi ragazzi, negli anni passati, siano stati impiegati per opere di manutenzione del verde urbano attraverso una convenzione delle precedenti amministrazioni con il Felicioni. «Alcuni anni fa molti sono stati impiegati dall'amministrazione nei lavori socialmente utili, e hanno aiutato spesso anche le guide del Borsacchio per la pulizia della fonte dell'Accolle e altro», aggiunge Di Giuseppe, «auspico che questa amministrazione possa riproporre l’accordo in modo che questi ragazzi siano in qualche modo impegnati. Ci sono comunque alcuni di loro, soprattutto bengalesi, che già lavorano con qualche privato».
A marzo 2023 il residence Felicioni è stata l’unica struttura a presentare la domanda per il nuovo bando della Prefettura, dunque potrà continuare ad accogliere migranti fino al marzo 2025. Certo, ora il numero è elevato, e al massimo il residence può ospitare circa 350 persone. Il sindaco Mario Nugnes precisa che il Comune non ha nessun potere sulla situazione. «Tutto dipende dalla Prefettura», dice, «e la gara è europea. Noi comunque siamo in stretto contatto con la Prefettura e la struttura sia per quanto riguarda i numeri sia per le eventuali problematiche. Stiamo poi lavorando a dei tirocini formativi per impiegare alcuni di questi ragazzi in progetti di inclusione sociale, non come è accaduto negli anni passati». C’è da dire che i ragazzi del Felicioni sono impiegati più giorni della settimana con i volontari dello Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, in vari progetti.
Il primo cittadino infine è consapevole che la struttura da anni ormai accoglie migranti, ma la sua idea è che sul fronte mare sarebbe più auspicabile la destinazione turistica delle strutture. «Io sono per l’accoglienza e non ho nulla contro questi ragazzi», sottolinea Nugnes, «però credo anche che queste strutture debbano essere ubicate in determinate zone, e non sul fronte mare».
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