Al via il processo al medico accusato di aver aggredito il familiare di una paziente

Il professionista imputato anche di omissione per delle mancate visite a domicilio In apertura di dibattimento né la Asl né le parti offese si sono costituite parti civili
TERAMO. La Procura lo accusa di non essere andato a visitare dei pazienti a domicilio e di aver aggredito il familiare di una paziente: si è aperto ieri il processo a carico del 59enne medico di guardia Lino De Sanctis imputato per rifiuto di atti d’ufficio (omissione) e lesioni.
In apertura di processo non ci sono state costituzioni di parti civili: non si è costituita la Asl di Teramo, non si sono costituite le parti offese. Il presidente del collegio (la giudice Claudia Di Valerio, a latere i giudici Emanuele Ursini e Martina Pollera) ha calendarizzato le prossime due udienza in programma a maggio e settembre per l’audizione dei testi della Pubblica accusa.
Il medico è difeso dall’avvocato Antonino Orsatti. A dicembre il professionista era stato destinatario di un provvedimento di sospensione di 12 mesi disposto dal gip su richiesta della Procura. Provvedimento ridotto in Appello a due mesi. Attualmente è in servizio. Secondo l’accusa (titolare del fascicolo è il pm Davide Rosati) il medico – che opera nel servizio di continuità assistenziale del comune di Notaresco – durante i suoi turni di guardia medica avrebbe rifiutato di visitare a domicilio alcuni pazienti e in una circostanza avrebbe aggredito il familiare di un assistito che gli chiedeva di visitare a domicilio di una familiare. «Nella sua qualità di medico in servizio presso il Servizio di continuità assistenziale di Notaresco», si legge a questo proposito nella richiesta di giudizio immediato, «aggrediva fisicamente la parte offesa che si era recato per richiedere la visita domiciliare per la madre. In particolare il prevenuto, dopo essere uscito all’esterno del presidio medico, spintonava la parte offesa che perdeva l’equilibrio e urtava violentemente contro la ringhiera posta a protezione delle scale, provocandogli lesioni giudicate guaribili in sette giorni». Accuse tutte da provare nel corso del dibattimento appena iniziato. (d.p.)

