Alba, è polemica sul depuratore

20 Aprile 2015

Affissi numerosi manifesti contro il progetto approvato dal consiglio comunale

ALBA ADRIATICA. Le polemiche sull’iter burocratico per il nuovo depuratore di Alba Adriatica invadono la città attraverso l’affissione di manifesti. «Un pasticcio politico-amministrativo»: così viene bollato sul manifesto anonimo (ma riconducibile ad ambienti amministrativi) l’ok dato dal consiglio comunale al Ruzzo a novembre per procedere con gli espropri e poi la realizzazione del nuovo impianto da oltre 10 milioni di euro che servirà anche Villa Rosa di Martinsicuro e altri territori dell’entroterra, a cui la costa si affida per risolvere i problemi di sversamento di inquinanti che hanno messo in crisi la balneazione ed il turismo. La motivazione, nell’iter di approvazione giudicato come irregolare. Le accuse maggiori, per lo più rivolte all’amministrazione del sindaco Tonia Piccioni, sono quelle di non aver avviato una discussione tantomeno con la cittadinanza, ma soprattutto con il consiglio comunale, senza nemmeno produrre un atto di indirizzo politico a corredo della delibera di approvazione del progetto del Ruzzo. Il Comune, in sostanza, secondo l’autore, potrebbe essere esposto a guai giudiziari. Critiche simili, queste, a quelle che poche settimane furono espresse dal consigliere comunale di opposizione Luca Falò. Ma nel manifesto si chiede anche altro, in una visione più globale dell’area in cui sorgerà il nuovo impianto: chi sia stato a decidere la scelta di un nuovo sito anziché potenziare l’impianto esistente; perché sia stato abbandonato il progetto, già finanziato, del collegamento stradale casello autostradale Val Vibrata-via Ascolana; che fine farà la zona artigianale-industriale con la presenza del nuovo depuratore e perché invece non si è deciso di espandersi nel lato autostradale; chi lo ha deciso e come è stata possibile la rimozione del depuratore del centro commerciale Val Vibrata, costruito per un accordo di programma e sostituito da un parcheggio, mentre le sue acque nere sono state fatte convergere sul depuratore pubblico. Dubbi questi, che se non chiariti dall’amministrazione , che ha ereditato l’iniziativa politica del nuovo depuratore avviata nel 2012, rischiano di spaccare la città .

Luca Tomassoni

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