Alba al voto, scambio di accuse Viviani-Casciotti sull’erosione

29 Maggio 2018

La candidata: il mio rivale responsabile delle opere a Martinsicuro che hanno mangiato la spiaggia La replica dell’aspirante sindaco carte alla mano: «Quell’accordo venne accettato da lei nel 2004» 

ALBA ADRIATICA. Il tema dell’erosione costiera e delle sue responsabilità politiche fa esplodere la campagna elettorale di Alba Adriatica: Antonietta Casciotti accusa Gabriele Viviani per i pennelli di Martinsicuro, ma lui mostra le carte e rispedisce l’accusa al mittente. E’ questa la più fragorosa, anche per l’attualità del dibattito, tra le frecciate che i quattro candidati si stanno mandando tra loro a due settimane dalle elezioni.
A cominciarla è stata la Casciotti che, in un comizio in viale Mazzini poi pubblicato integralmente sul web, ha attaccato Viviani per le sue azioni da assessore ai lavori pubblici dell’amministrazione Caserta: «Oggi si erge a tutore dell’ambiente e promette lotta dura contro la Regione. Ma dov’era Viviani nell’agosto 2004 quando, in conferenza dei servizi, dava parere favorevole a nome del Comune per la creazione di una barriera parallela e di un pennello trasversale a Martinsicuro e Villa Rosa, opere che hanno combinato il disastro ad Alba Adriatica? Non si è stati riflessivi, ponderati e non si è avuta l’umiltà di ascoltare geologi già incaricati dal Comune, che prevedevano ciò che è stato: che quelle opere rigide avrebbero determinato il disastro sulla costa nord albense». La polemica della Casciotti fa riferimento non ai pennelli in costruzione oggi, ma a quelli realizzati poco più di una decina di anni fa a Villa Rosa di Martinsicuro e che gli studi tecnici attuali commissionati da Comune e operatori di Alba Adriatica segnalano come causa principale della scomparsa di gran parte dell’arenile nel tratto nord albense.
Immediata la replica di Viviani: «La Casciotti mente spudoratamente, sapendo di mentire. Fu lei a compiere la scelta scellerata di accettare l’opera, accordandosi nel 2002 con l’amministrazione di Martinsicuro in una riunione in Provincia». Per rafforzare le sue parole, Viviani ha mostrato ai balneatori un volantino che lui stesso fece fare nel 2005, proprio per rispondere ad accuse simili che allora comparvero su manifesti anonimi. Nel volantino viene proposto un comunicato stampa della Provincia di Teramo datato 2002 in cui, dopo aver segnalato la presenza ad un incontro dell’allora sindaco Casciotti, di amministratori di Martinsicuro, di rappresentanti della Regione e di tecnici, si segnala l’esito della riunione: «Tutti d’accordo sull’intervento più nord, a Martinsicuro, con l’insediamento di barriere sotto l’acqua e pennelli trasversali». Il volantino mostra anche la fotocopia di documenti ufficiali, come il verbale della decisiva conferenza dei servizi per il progetto preliminare dell’opera del 31 maggio 2004, ossia pochi giorni prima della fine del secondo mandato del sindaco Casciotti, in cui l’amministrazione non si presentò.
Alla conferenza successiva, tenuta in agosto dopo le elezioni, Viviani diede effettivamente parere favorevole all’opera, ma commenta: «Ci eravamo appena insediati, mentre l’iter dell’opera a quel punto era già esecutivo. Non potevo far altro che onorare l’accordo accettato dalla Casciotti. Cercai però di responsabilizzare la Regione, sapendo del rischio: ogni granello di sabbia perso con l’erosione doveva essere compensato con ripascimenti continui. La Regione accettò, ma poi per anni è stata assente».
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