Alba, assolta l’investigatrice privata Zilli

Era finita a processo per aver spiato il pc di un marito e per truffa. Il giudice: il fatto non sussiste
TERAMO. Era finita a processo con le accuse di truffa ed estorsione dopo la denuncia di una cliente che nel 2015 l’aveva incaricata di accertare una presunta infedeltà coniugale del marito, ma anche per accesso abusivo di un sistema informatico per aver spiato il computer dell’uomo: Lucia Zilli, titolare di un’agenzia investigativa ad Alba Adriatica, è stata assolta con la formula più ampia del fatto non sussiste. La sentenza è del giudice monocratico Domenico Canosa e le motivazioni sono attese tra sessanta giorni. L’inchiesta era nata dopo la denuncia della cliente nei confronti dell’investigatrice. Quest’ultima, parte lesa nell’ipotesi della truffa, rispondeva in concorso con l’investigatrice del reato di accesso abusivo a un sistema informatico (reato di competenza della procura distrettuale) e anche lei è stata assolta. Così si legge nella richiesta di rinvio a giudizio per quanto riguarda il reato di accesso abusivo: «Agendo in concorso tra loro, installando la Zilli, titolare dell’agenzia investigativa, con il consenso e l’aiuto della donna (che l’aveva incaricata di investigare sul marito per una presunta infedeltà coniugale), un dispositivo che consentiva di intercettare le chat intrattenute da quest’ultimo nonché esercitare un controllo nel momento in cui il Pc veniva utilizzato». Per quanto riguarda le accuse di truffa ed estorsione contestate all’investigatrice così scriveva la Procura nella richiesta di rinvio a giudizio: «Dopo aver percepito la somma di 2mila euro per la copertura delle prime spese, approfittando dello stato emotivo di fragilità e prostrazione della donna, postulando la necessità di operare particolari approfondimenti con l’utilizzo di figure professionali specializzate non rivelabili per ragioni di sicurezza, si faceva consegnare la somma ulteriore di 1300 euro». Accuse che in dibattimento non sono state provate. La donna era assistita dall’avvocato Gabriele Rapali.(d.p.)
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