Alba, barriera provvisoria per salvare il litorale nord

Il Comune rimette un progetto alla Regione che finanzierà l’intervento-tampone L’attacco di Pepe: «Mai arrivati ai balneatori i ristori stanziati già nel 2020»
ALBA ADRIATICA. Per la difesa della costa albense qualcosa inizia a muoversi. Alcuni giorni fa l’amministrazione comunale (presenti gli assessori Nicolino Colonnelli e Giuliano Vallese e il dirigente comunale Luigi Irelli) ha incontrato il dirigente regionale delle Opere marittime, Marcello D’Alberto, per pianificare gli interventi-tampone da eseguire a difesa della spiaggia. Ebbene, la Regione ha chiesto al Comune di Alba Adriatica di predisporre con urgenza un progetto in tal senso, che è stato già rimesso per consentire alla Regione di procedere all’immediato finanziamento. In sintesi, mentre gli stabilimenti balneari dovranno autonomamente predisporre blocchi davanti alle loro strutture per arginare eventuali mareggiate, la Regione predisporrà altre soluzioni per risparmiare ciò che resta del litorale nord. «Il nostro ufficio ha inviato già il progetto di salvaguardia», spiega l’assessore Vallese, «che consiste nel posizionare dalla Bambinopoli per 800 metri a sud dei blocchi di cemento di un metro per un metro posti a 45 gradi con effetto frangiflutto. L’intervento auspichiamo parta con immediatezza così da salvaguardare fino alla prossima stagione estiva ciò che resta del litorale in attesa di interventi più consistenti di rigenerazione della spiaggia. Abbiamo notato che, rispetto allo scorso anno, l’erosione ha intaccato anche la zona più a sud dello stabilimento Alba beach, interessando la zona antistante i lidi La Primula, Cocoloco e Walkiki». Il gradone presente all’altezza della Primula è sintomo dello spostamento a sud del fenomeno erosivo. Secondo calcoli sommari, per questo immediato intervento di barriera la Regione dovrebbe spendere almeno 100mila euro.
Intanto, sulla questione, prende nuovamente posizione il consigliere regionale Dino Pepe: «Il consiglio regionale ha approvato il mio emendamento al “Cura Abruzzo 2” del 2020 e stanziato un milione di euro per ristorare i balneatori offesi dalle precedenti mareggiate. Ad oggi questi ristori non sono stati ancora erogati. La prima mareggiata autunnale, nei primi giorni di novembre, ha riproposto i mai risolti problemi legati all’erosione: il mare ha scavato un ulteriore gradone sulla riviera oltre a quello già denunciato questa estate. Nonostante le richieste insistenti di istituire un tavolo per affrontare questa difficile emergenza, la giunta Marsilio non ha prodotto alcunché».
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