Alba, canile nel caos tra decreti ingiuntivi e gestione “fai da te”

ALBA ADRIATICA. Il canile consortile di Alba Adriatica nel caos: è in funzione, ma da dieci mesi autogestito da volontari senza titolo, senza controllo e senza fondi pubblici, che lavorano fuori...
ALBA ADRIATICA. Il canile consortile di Alba Adriatica nel caos: è in funzione, ma da dieci mesi autogestito da volontari senza titolo, senza controllo e senza fondi pubblici, che lavorano fuori dalla convenzione con l’Unione della Val Vibrata dopo che il titolare del contratto ha “abbandonato” il servizio.
La vicenda, che potrebbe avere risvolti importanti visto che riguarda una struttura di proprietà del municipio albense che offre un servizio pubblico ai dodici comuni della vallata, è emersa grazie a un atto diffuso solo nei giorni scorsi. Si tratta della delibera della giunta dei sindaci dell’Unione con cui a fine dicembre è stata avviata la procedura per la nuova gara d’appalto per la gestione del canile, evidentemente non ancora conclusa. La delibera parte dal presupposto che la convenzione da 220mila euro per l’anno 2020 firmata dall’Unione e dall’ex rappresentante dell’associazione Anta onlus di Alba Adriatica scadeva il 31 dicembre scorso. Nell’atto, però, la giunta dei sindaci ripercorre le tappe di uno scontro legale in corso tra l’ente consortile e l’Anta nazionale per il mancato pagamento da parte dell’Unione delle mensilità di aprile, maggio e giugno 2020 e del conguaglio finale del 2019, per cui ci sono in mezzo anche due decreti ingiuntivi. Nella delibera si parla con durezza di «abbandono della gestione della struttura Canalba da parte del soggetto firmatario della convenzione» e di «affidamento del canile a soggetti estranei alla convenzione senza alcuna comunicazione all’ente pubblico», ma anche di «altre gravi inadempienze relative agli anni 2019 e 2020» riferite alla mancanza dei rendiconti economici, oltre che di «lesione dei rapporti convenzionali e della tutela del servizio pubblico che risulta essere stato interrotto senza motivazione dall’associazione» e di «confusione ingenerata che ha impedito all’amministrazione di svolgere ogni tipo di controllo sul servizio».
Luca Tomassoni
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