Alba, esposto sulla scuola «Appalti e lavori irregolari»

Il consigliere Luca Falò elenca una serie di anomalie tecniche e burocratiche per l’elementare di via Duca d’Aosta e si rivolge all’autorità Anticorruzione
ALBA ADRIATICA. Ancora prima di cominciare per davvero, i lavori di consolidamento strutturale della scuola elementare del centro di Alba Adriatica si fermano improvvisamente e ora finiranno sul tavolo dell’Autorità nazionale anticorruzione, del genio civile e del prefetto. A portarceli, il consigliere di opposizione Luca Falò, che segnala quelle che a suo giudizio sono anomalie e irregolarità, dalle analisi strutturali effettuate dai tecnici, fino all’appalto e al progetto esecutivo. A cominciare da quell’impalcatura che è stata installata sull’edificio di via Duca d’Aosta nei giorni scorsi «prima ancora», sostiene Falò, «di aver ricevuto tutte le autorizzazioni. Questa è una cosa incredibile, ma non la più grave».
Comincia così la pesante accusa di Falò, che da qui ricostruisce a ritroso tutta la vicenda dei lavori di consolidamento della scuola. Prima dell’avvio dei lavori c’è stato lo studio preliminare, «ma le perizie effettuate dai tecnici su alcuni dei pilastri e degli elementi della fondazione non sono sufficienti: secondo le norme sono necessari almeno il doppio dei carotaggi e delle analisi effettuati», spiega ancora il consigliere.
Ma è sul ruolo della giunta comunale e del sindaco, che è anche assessore ai lavori pubblici, come su quello degli uffici tecnici dell’ente che dal 2013 sono privi di ingegneri, che si abbatte più forte la polemica dell’esponente della minoranza. Innanzitutto sul progetto esecutivo, che, per Falò, «è stato approvato in maniera incompleta dalla giunta: non c’era per esempio il piano di sicurezza dei lavori, che il Comune ha richiesto ad un tecnico 10 giorni dopo averli aggiudicati, l’8 giugno scorso». Infine è la gara d’appalto, terminata il 28 maggio, che appare tanto ambigua al consigliere da additarla come «illegittima» e segnalarla all’Autorità anticorruzione che controlla gli appalti. Spiega Falò: «Da normativa, per lavori tra i 500mila euro e il milione, gli enti devono invitare almeno 10 ditte alla gara. Qui l’appalto da 740 mila euro è stato scorporato in due lotti. Il primo, da 240 mila euro, ha visto partecipare 5 ditte e alla fine se l’è aggiudicata la “Linea Informatica” di Teramo con un ribasso d’asta del 36%. Il secondo, da ben 370 mila euro, invece, ha visto partecipare una sola ditta, la Edil Cam Sistemi, che se l’è aggiudicato con un ribasso d’asta bassissimo del 6%. Per il secondo lotto, infatti, il Comune ha legato i lavori al sistema denominato “Cam” per la messa in sicurezza dei pilastri, vincolandoli a chi ne ha il brevetto ed escludendo di fatto le ditte che usano altri sistemi: questo non è possibile per legge e lo ricorda proprio un documento dell’Autorità anticorruzione del gennaio 2014».
Chiede quindi il consigliere: «Avevo avvisato i membri della giunta delle anomalie, ma nessuno mi ha risposto. Lo dico anche per loro: facciano controllare cosa hanno prodotto e diano risposte. Capisco la fretta ed il rischio di perdere il finanziamento regionale di 540 mila euro, che vincola i lavori a tempi strettissimi, ma qui siamo davanti ad una lunga serie di approssimazioni burocratiche e di aspetti tecnici agghiaccianti, che bisogna sanare. Tanto ormai è chiaro che i lavori non saranno ultimati entro la prima campanella di settembre: servono 123 giorni. Dall’arrivo del finanziamento regionale nel settembre scorso, il tempo per fare cose fatte bene c’era».
Luca Tomassoni
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