Alba, i balneatori: «Zero certezze dalla Regione, meglio chiudere»
ALBA ADRIATICA. «L’incontro nel consiglio regionale dei giorni scorsi ci ha scoraggiati più di prima: lasciati soli e senza certezze, gli chalet rischiano di chiudere. Avvieremo l’azione legale...
ALBA ADRIATICA. «L’incontro nel consiglio regionale dei giorni scorsi ci ha scoraggiati più di prima: lasciati soli e senza certezze, gli chalet rischiano di chiudere. Avvieremo l’azione legale contro le istituzioni». A parlare è Ivan Lazzarini, vice presidente dell’associazione Albatour, a nome dei colleghi balneatori e albergatori della costa nord di Alba Adriatica, quella gravemente colpita dalle mareggiate dei giorni scorsi e dall’erosione che avanza da anni. Sui prossimi mesi e sui lavori di somma urgenza dice: «Dalla Regione Abruzzo nessuna certezza sui lavori che saranno realizzati ad Alba, in particolare sul ripascimento. Abbiamo timore, inoltre, che non venga riconosciuta a livello statale la calamità naturale, necessaria per avviare i risarcimenti dei danni. Le richieste di riduzione del canone e di altre deroghe normative, invece, le abbiamo inviate dopo le mareggiate di febbraio e non abbiamo avuto risposte».
A far arrabbiare gli operatori, c’è poi l’incertezza sul tema della grande opera di messa in sicurezza della costa da Martinsicuro a Giulianova: «Manca una programmazione. La Regione chiede 50 milioni di euro al Governo, ma non dice per cosa e con quali tempistiche. Noi abbiamo bisogno di risposte. Una su tutte: verranno posizionate oppure no le barriere parallele? Anche la maggior parte delle grandi associazioni categoria resta in silenzio». Continua Lazzarini: «Con la sabbia per gli ombreggi sparita, con gli chalet che vengono danneggiati almeno due volte l’anno e con zero risposte sul futuro, fare impresa sulla costa nord di Alba Adriatica è impossibile, anche economicamente. C’è tra noi, per esempio, chi paga quasi 50mila euro annui di concessione, altrettanti ne ha spesi dopo le mareggiate di febbraio, una cifra simile deve investirla oggi. Al momento, quindi, ad Alba sono a rischio centinaia di posti di lavoro già per la prossima stagione, forse addirittura 500. Più l’indotto».(l.t.)
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