Alba, i tecnici cercano gli inquinatori del Vibrata

Il Comune affida uno studio per scoprire l’origine degli sversamenti nel torrente: con la realizzazione delle nuove condotte punta a riconquistare la Bandiera blu
ALBA ADRIATICA. Le condotte cittadine e il torrente Vibrata sono i due fronti dove Alba si gioca la riconquista della Bandiera blu nel prossimo futuro. Per questo, nei giorni scorsi ha preso il via l’ultima fase del piano comunale di sistemazione (con la realizzazione di nuovi collettori) e di profonda pulizia delle condotte piovane della zona nord di Villa Fiore, soprattutto tra via Trento e via Sardegna. Una zona, questa, che in passato ha vissuto casi di gravi allagamenti e talvolta di sversamenti di liquami che hanno fatto registrare alte concentrazioni di batteri fecali in mare.
L’intervento a Villa Fiore è arrivato dopo il completamento della stessa opera tra le condotte del centro città, per un totale di circa centomila euro. Una volta terminati i lavori, è già previsto il prossimo passo: un nuovo impegno contro le cariche batteriche provenienti dal torrente Vibrata, con l’affidamento ai tecnici di uno studio sulla caratteristica dell’inquinamento fluviale. La ricerca mira a svelare aspetti del fenomeno non ancora presi sufficientemente in considerazione nella lotta ambientale per la qualità del mare. Il sospetto, infatti, è che non siano solo i problemi del depuratore consortile di Villa Rosa ad aver causato sversamenti nel fiume negli ultimi anni. A darne notizia è il sindaco Tonia Piccioni: «Un passo importante che potrebbe portare al rilevamento di altri elementi inquinanti, finora mai individuati».
Che venga avviata un’azione più estesa e determinata nella ricerca delle responsabilità dell’inquinamento del fiume, dopo la caccia a tappeto fatta nei mesi scorsi dal Comune alla ricerca di scarichi abusivi nelle condotte cittadine, del resto, è auspicato da tanti in città. Soprattutto dopo il caso di sversamento di liquami nel torrente, documentato e segnalato dagli stessi operatori turistici, che durante l’estate 2015 ha provocato l’unico divieto di balneazione temporaneo di una stagione praticamente perfetta per la qualità del mare albense dopo anni drammatici. Altro aspetto da chiarire è quello del collegamento tra l’inquinamento da batteri fecali e le forti piogge che, almeno nei casi degli ultimissimi anni, sembrano sempre anticipare il fenomeno. Nel frattempo, un’altra questione da risolvere è quella della striscia di detriti alla foce del Vibrata che provoca il ristagno dell’acqua del fiume prima che finisca in mare e il proliferare di cariche batteriche. L’amministrazione è tornata a scrivere al Genio civile per la sua rimozione, mentre chiede alla Regione anche un aiuto economico per il trattamento bioenzimatico del torrente e lo spostamento più a sud del punto di prelievo usato dall’Arta per i controlli di qualità del mare davanti alla foce stessa.
Luca Tomassoni
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