Alba, la mareggiata è devastante: danni gravissimi agli stabilimenti

23 Novembre 2022

Le onde cancellano ciò che restava della spiaggia di alimentazione e il fenomeno si sposta verso sud La rabbia del sindaco Casciotti: «Servono subito interventi strutturali, non possiamo più aspettare»

ALBA ADRIATICA. La “spiaggia di alimentazione” non c’è più. Restano foto, interviste, video e articoli a raccontare di un progetto naufragato. Il mare è stato più veloce dell’uomo, dei suoi tempi di intervento per la messa in sicurezza, della burocrazia. Quello che si temeva accadesse è avvenuto con la mareggiata di ieri: ciò che restava della spiaggia nord di Alba è stato cancellato e il progetto di una massicciata posta a 45 gradi per salvare il salvabile praticamente non avrebbe più senso, ora che da difendere non c’è più nulla se non gli stabilimenti esposti alla furia delle onde.
È un paesaggio spettrale quello che ieri si è proposto agli occhi di tutti. Ed era stata lanciata solo l’allerta gialla, figuriamoci se fosse scattata la rossa. Mai come ieri, ad Alba, l’Adriatico ha fatto paura seminando distruzione. Abbattuti cabine, alberi, pavimentazioni, lastricati, terrazze. Acqua fuori e dentro gli stabilimenti. Nemmeno nel 2019 c’era stata tanta distruzione: con l’aggravante che l’erosione, questa volta, si è spostata a sud per ulteriori 150 metri. Se prima arrivava allo chalet Alba Beach, ora ha sfiorato il Walkiki. Le cavate sono state distrutte e il Comune dovrà porre rimedio subito, gli accessi a spiagge libere e aree di pertinenza degli stabilimenti sono interdetti a chiunque in virtù dell’ordinanza che il sindaco firmerà oggi. Antonietta Casciotti è furiosa, gli operatori amareggiati. Mentre l’amministrazione sta valutando possibili azioni legali, c’è paura per quello che può ancora succedere perché le onde stanno scavando sotto le strutture e si temono dei crolli. Alba Adriatica è ferita nel morale e nell’orgoglio per i danni materiali (centinaia di migliaia di euro), l’immagine, l’economia turistica.
Il primo cittadino schiuma rabbia. «Non è un disastro inatteso», dice Antonietta Casciotti, «perché il risultato dell’opera di ingegneria marittima era preventivabile già qualche giorno dopo la conclusione dei lavori. I danni per la città sono inestimabili. Diciamo basta. È dal 2019 che chiediamo interventi strutturali. Siamo aperti a dialogare e a trovare la soluzione. Chiedo alla giunta regionale di venire a visitare questi luoghi perché deve rendersi conto di ciò che sta accadendo. Sento parlare di nuove scogliere nel 2027: non possiamo aspettare, chiediamo subito interventi senza indugio. Intanto la rimozione dei due pennelli realizzati con la spiaggia di alimentazione, che stanno portando danni a sud. Non è una battaglia contro qualcuno, ma è di difesa della città e degli operatori che hanno investito negli anni per rendere Alba Adriatica attrattiva. Valuterò anche la richiesta dello stato di emergenza», dice il sindaco, «e un incarico legale per difendere le ragioni della città e stabilire eventuali responsabilità. I fondi per gli interventi devono essere intercettati entro fine anno. Parlare di ripascimento per la stagione 2023 non ha senso, sarà un intervento spot inutile. Sul demanio deve agire la Regione Abruzzo che ha studi, strumenti e uffici ad hoc, e non il Comune».
La mareggiata di ieri ha azzerato (di nuovo) anche la tormentata spiaggia di Villa Rosa sud, dove però – rispetto ad Alba – gli stabilimenti balneari sono pochissimi.
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