Alba, la zona nord protesta per palme e inquinamento

L’amministrazione diserta l’assemblea con operatori turistici e cittadini Preoccupano lo stato del Vibrata e i 35 nuovi alberi piantati sul lungomare
ALBA ADRIATICA. Saltano i nervi agli operatori turistici e commerciali della zona nord di Alba Adriatica, che ora chiedono la convocazione di un consiglio comunale aperto agli interventi della cittadinanza. Poco dibattito costruttivo, ma in compenso toni altissimi e tanta tensione, all'assemblea pubblica di mercoledì sera organizzata dall'associazione “Rotonda Nilo” per parlare della piantumazione dei nuovi alberi sul lungomare e dei problemi annosi della zona. A scaldare gli animi, anche l'assenza dell'amministrazione comunale del sindaco Tonia Piccioni e della sua maggioranza, che ha disertato l'assemblea in blocco declinando l'invito dell'associazione guidata da Gianni Di Marco.
Così all'incontro il panorama politico cittadino è stato rappresentato solo da tre consiglieri di opposizione, Nicolino Colonnelli, Giuliano Vallese e Luca Falò, che si sono impegnati a richiedere la convocazione del consiglio comunale aperto. Presenti, anche rappresentanti dell'associazione Spiaggia D'Argento, del comitato Centro storico e della Pro loco storica, membri di Albatour, semplici cittadini, commercianti, albergatori e balneatori. L'argomento principe dell'assemblea, visto il divieto temporaneo di balneazione imposto d'ufficio dalla Regione, è diventato quello dei casi di inquinamento del torrente Vibrata. Ma si è parlato anche di erosione, quindi di ripascimento, e del ponte di legno che collega il lungomare albense da quello di Villa Rosa, i cui lavori sembrano in ritardo.
Discussioni annose, che per mancanza dell'amministrazione non hanno trovato risposte. A queste si è aggiunto ora lo stravolgimento, che a molti non sembra piaciuto, dell'immagine da cartolina della pista ciclabile nord e del luogo simbolo della Rotonda Nilo con la piantumazione di alberi di specie autoctone, che sostituiscono decine di palme colpite dal punteruolo rosso e abbattute. Durissimo il commento di Di Marco, che ha parlato di «stupro dell'immagine turistica del centro di Alba» e rilanciato l'idea di piantare palme della specie Washington, che sembra essere meno colpita dal punteruolo rosso. Colonnelli ha ribadito l’attacco che in consiglio comunale ha provocato tensioni nella maggioranza: «Hanno fatto passare la piantumazione di 35 nuovi alberi sul lungomare come manutenzione ordinaria, senza un progetto e soprattutto senza sentire i cittadini e le associazioni, cosa fondamentale quando si ipoteca il futuro della città». Se Vallese è tornato a criticare la scelta del sindaco di non assegnare ad assessori le deleghe importanti al manutentivo e al turismo e a parlare di «città in declino», Falò invece ha chiesto una maggiore partecipazione e attenzione dei cittadini alla vita pubblica. La zona nord albense, però, dopo anni di grave crisi, sembra ora aver perso la pazienza.
Luca Tomassoni
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