Alba, le analisi “private” dicono che il mare è pulito

Sono state effettuate per conto degli operatori turistici, ma ora si attendono i risultati di quelle ufficiali dell’Arta per togliere il divieto di balneazione
ALBA ADRIATICA. Arriva la seconda buona notizia per il mare di Alba Adriatica dopo il problema dei trecento metri vietati alla balneazione e dei prelievi negativi di maggio: anche le analisi private del 9 giugno hanno dato esito positivo dopo quelle altrettanto buone del 3 giugno. A renderlo noto con ottimismo, seppur con pochi dettagli, i legali che rappresentano le associazioni degli operatori turistici cittadini che, con l’ausilio di un laboratorio privato, stanno monitorando costantemente il mare. Ora c’è attesa per i dati ufficiali dell’Arta, i cui tecnici hanno effettuato i prelievi di acqua di mare lunedì scorso. I risultati ufficiali sono attesi per le prossime ore, ma le due analisi private hanno fatto già tornare la speranza in città, grazie a valori di batteri fecali nell’acqua di mare che sarebbero tornati entro i limiti di legge anche alla foce del torrente Vibrata. Questo pochi giorni dopo la pubblicazione, da parte dell’Arta, dei risultati disastrosi delle analisi di maggio, che a 200 metri a sud dalla foce, hanno evidenziato nell’acqua batteri fecali oltre i limiti di legge nei tre prelievi del 12, 22 e 28 maggio scorsi. I dati di maggio hanno ostacolato l’iter di revoca del divieto di balneazione dalla foce fino a trecento metri a sud, causato dalla declassazione a qualità “scarsa” del tratto di mare da una relazione regionale che prendeva come riferimento tutti i casi di inquinamento dal 2010 al 2014. L’iter per la revoca di questa tipologia di divieto, come evidenziato dall’ordinanza con cui il 6 maggio il sindaco Tonia Piccioni è stata costretta a chiudere i trecento metri di mare, prevede infatti quattro analisi dall’esito positivo effettuate a cadenza quindicinale. Con le nuove analisi private gli operatori turistici e commerciali, soprattutto quelli della costa nord di Alba, possono ora intravedere uno spiraglio di luce nella vicenda e sperare in una revoca del divieto che arrivi il prima possibile, sempre se le analisi ufficiali confermeranno quelle private. Nel frattempo gli operatori non stanno a guardare: «Nell’ambito delle numerose iniziative da tempo intraprese a tutela dell’ambiente marino, oltre che dell’utenza dell’intero comparto turistico-commerciale, le associazioni di categoria rendono noto che proseguiranno nel programma di costante monitoraggio delle acque, eseguendo ulteriori prelievi, con cadenza ogni due giorni, per l’intero periodo estivo i cui risultati verranno divulgati e messi a disposizione degli utenti attraverso gli organi di stampa, i propri siti internet ed i social network».
Luca Tomassoni
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