Alba, scontro politico sul Boracay

Città Viva: «L’attività lavora nonostante l’ordine di demolire le opere abusive»
ALBA ADRIATICA. Lo stabilimento Boracay di Alba Adriatica continua a lavorare, come attività turistica e come ristorante, nonostante l’ordinanza di demolizione delle porzioni dichiarate abusive. Lo segnala il gruppo di opposizione Città Viva, che ha portato il tema anche nell’ultima seduta del consiglio comunale, e lo testimonia anche la comunicazione social dello chalet albense.
L’ordinanza, firmata il 21 maggio dal responsabile dell’ufficio urbanistica del municipio, dà 90 giorni di tempo alla proprietà dello stabilimento per demolire alcune opere «realizzate in assenza di permesso di costruire, di autorizzazione paesaggistica e di concessione demaniale suppletiva», come recita l’atto. Tra queste, l’ordinanza indica due blocchi di cabine più larghe di quanto autorizzato, un’area pavimentata non riportata nei titoli edilizi rilasciati, una staccionata in legno a protezione della zona cassonetti dei rifiuti, di un’area adibita a deposito-cucina delimitata da pannelli in lamiera, una pergola in legno e di una chiusura perimetrale in pvc.
«Con un’interrogazione abbiamo chiesto all’amministrazione se una struttura dichiarata abusiva dal Comune può esercitare attività commerciale, soprattutto ristorativa», spiega il gruppo guidato da Giuliano De Berardinis, «nessuno ha saputo risponderci, mentre il sindaco Antonietta Casciotti ci ha garantito che si sarebbe immediatamente informata». Aggiunge Città Viva: «Sono passati diversi giorni e lo stabilimento continua ad esercitare la sua attività commerciale. Chiediamo quindi se abbia le autorizzazioni necessarie da parte del Comune e degli altri enti preposti». L’affondo: «Se così non fosse, l’amministrazione starebbe permettendo e tollerando un abusivismo. E non sarebbe la prima volta», dice facendo riferimento a casi degli anni passati finiti nel dibattito in consiglio comunale.(l.t.)
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