Alba, sparò in bocca all’amico davanti al bar Tra un mese il processo in Cassazione
Arriva in Cassazione il processo per Hysemy Perparim, albanese di 23 anni accusato di aver sparato in bocca ed ucciso il connazionale Leven Ferra all’esterno di un bar di Alba Adriatica. L’udienza è...
Arriva in Cassazione il processo per Hysemy Perparim, albanese di 23 anni accusato di aver sparato in bocca ed ucciso il connazionale Leven Ferra all’esterno di un bar di Alba Adriatica. L’udienza è stata fissata per il mese di ottobre. In primo grado il giovane era stato condannato all’ergastolo, ma la procura generale aveva escluso l’aggravante dei motivi futili e abbietti e la Corte d’appello ha ridotto la pena a 26 anni.
Il 20 ottobre del 2012 Perparim colpì a morte con tre colpi di pistola, di cui uno in bocca, il connazionale seduto al tavolo di un bar di viale della Vittoria ad Alba Adriatica. Secondo la Procura teramana si trattò di un regolamento di conti tra clan albanesi, abruzzesi e marchigiani che si contendevano il mercato della prostituzione e della droga. Nel processo di primo grado i giudici togati e popolari hanno escluso la legittima difesa invocata dai legali del giovane albanese.L'imputato, sia durante gli interrogatori sia nell’audizione in aula, aveva sempre ripetuto che era andato all'incontro con la vittima per fare pace, che aveva sparato perchè in preda al panico chiedendo perdono ai familiari della vittima. (dp)
Il 20 ottobre del 2012 Perparim colpì a morte con tre colpi di pistola, di cui uno in bocca, il connazionale seduto al tavolo di un bar di viale della Vittoria ad Alba Adriatica. Secondo la Procura teramana si trattò di un regolamento di conti tra clan albanesi, abruzzesi e marchigiani che si contendevano il mercato della prostituzione e della droga. Nel processo di primo grado i giudici togati e popolari hanno escluso la legittima difesa invocata dai legali del giovane albanese.L'imputato, sia durante gli interrogatori sia nell’audizione in aula, aveva sempre ripetuto che era andato all'incontro con la vittima per fare pace, che aveva sparato perchè in preda al panico chiedendo perdono ai familiari della vittima. (dp)

