Alba, via i massi anti-mareggiate ma la spiaggia è invasa da pietre

Pur senza certezze i balneatori della costa nord rimuovono le barriere di protezione degli stabilimenti Il comitato anti-erosione: «Siamo ormai a maggio, sui ripascimenti silenzio assordante della Regione»
ALBA ADRIATICA. In vista dell’estate, i balneatori della costa nord di Alba Adriatica stanno rimuovendo i pesanti massi anti-mareggiate, quelle barriere che hanno rappresentato l’ultima difesa contro l’avanzata del mare nella stagione invernale alle spalle.
Ma lo stanno facendo senza certezze e tra mille timori. «Possiamo solo aggrapparci alla speranza», dice Dino Cartone, presidente del comitato anti-erosione, riferendosi sia alla speranza che il mare non torni a danneggiare gli stabilimenti, sia che le istituzioni provvedano a realizzare le opere annunciate. Innanzitutto quelle regionali: la spiaggia di alimentazione da due milioni di euro, che ormai sembra procedere verso il rinvio, e i ripascimenti alternativi per un totale di 26mila metri cubi di sabbia, previsti l’anno scorso e non realizzati. «Siamo ormai a maggio, il silenzio della Regione su queste opere è assordante», aggiunge Cartone, «chiediamo risposte certe perché in queste condizioni, con l’arenile ridotto da erosione e mareggiate, non possiamo riaprire». Il timore è che nessuna opera venga realizzata, lasciando gli imprenditori turistici della costa nord albense senza ombreggi o quasi.
Cartone non entra nelle questioni di competenza comunale, come il mini ripascimento da 5mila metri cubi di sabbia per cui il municipio sta per avviare la gara d’appalto, è le autorizzazioni per gli ampliamenti laterali temporanei delle concessioni danneggiate dall’erosione, non ancora permessi dalla normativa comunale e al centro della discussione tra Comune e balneatori di Oba.
Il comitato anti-erosione torna però a segnalare un’altra criticità: «Non abbiamo la sabbia, ma in compenso siamo invasi da pietre e detriti. Il nostro sembra un paesaggio ligure», dice con amara ironia.
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