Allarme della Cgil «Temiamo tagli all’ospedale di Atri»

4 Agosto 2019

Sindacato in difesa di gastroenterologia, senologia e urologia Tosi: ritardi nelle nomine dei primari di chirurgia e medicina

ATRI. La Cgil teme che si stia aprendo una stagione di tagli per l’ospedale di Atri proprio quando « le attività mediche e chirurgiche hanno raggiunto livelli quantitativi e qualitativi eccellenti».
Delo Tosi, delegato della Fp Cgil al San Liberatore, fa notare che questo «ha sempre avuto una vocazione chirurgica ed i circa 5000 interventi nel 2018 ne sono la prova tangibile nonostante la carenza cronica del personale medico e del comparto la cui abnegazione e professionalità ha contribuito al raggiungimento di questi risultati. Purtroppo la sanità in Abruzzo è da anni gestita in maniera miope, incompetente e clientelare, così si verifica che per l’ospedale di Atri quando i “numeri” sono positivi e i parametri di appropriatezza e sicurezza sono adeguati non abbiamo nessun vantaggio mentre al contrario quando non raggiungiamo i parametri imposti dalle norme nazionali e regionali siamo l’unico ospedale a pagarne le conseguenze, come è successo con la chiusura dell’Ostetricia ora sta avvenendo con il trasferimento del chirurgo senologo Di Marco da Atri a Teramo». Tosi fa notare che i medesimi parametri per l’ospedale di Sulmona, ad esempio, non vengono applicati. E aggiunge che se la strategia e chiudere l’attività senologia per favorire Teramo, questo non avverrà, così come non è avvenuto per la chiusura di Ostetricia. La Fp Cgil chiede dunque la revoca del trasferimento del senologo e una gestione in sinergia di questa attività all’interno della Asl «in considerazione che il blocco operatorio di Teramo riesce ad assicurare ai senologi solo una seduta chirurgica settimanale».
Il sindacato è preoccupato poi per la mancata nomina dei direttori dei reparti di chirurgia e ortopedia nonostante i concorsi espletati a febbraio e le graduatorie già formate. «Un ritardo incomprensibile che ci fa temere un futuro declassamento dei reparti nonostante i 1138 interventi effettuati dalla chirurgia e i 799 effettuati dall’ortopedia nel 2018». Tosi chiede l’attivazione di un reparto H24 dotato di posti letto per l’Urologia di Atri che ora ha solo 6 posti letto nel reparto di chirurgia. Nel 2018 quattro urologi hanno effettuato 750 interventi chirurgici e 6000 prestazioni ambulatoriali. Oltre 200 interventi sono stati di chirurgia oncologica maggiore molti dei quali eseguiti con tecnica laparoscopica cioè senza taglio chirurgico ma con telecamere, inoltre vengono utilizzate due tecniche innovative per l’Abruzzo e cioè il laser al tullio per il trattamento dell’ipertrofia prostatica e il posizionamento di palloncini Spacer per proteggere gli organi interni per chi deve sottoporsi a radioterapia.
Infine Tosi accenna al fatto che il gastroenterologo Carmelo Barbera, ad Atri dal novembre 2017 – il suo arrivo è coinciso con l’apertura di un’unità semplice di ecoendoscopia – è ora a Teramo. Lo stimato professionista va a sostituire il primario dell’unità operativa complessa, Antonio Astolfi, andato in pensione dal 1° agosto. «È l’unico a fare un certo tipo di interventi in endoscopia e ha richiamato pazienti da tutto l’Abruzzo. Pare che l’accordo sia che un giorno a settimana torni ad Atri: vigileremo perchè l’impegno sia mantenuto», conclude Tosi. (a.f.)
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