Allarme per i tre contagi nella valle del Fino

13 Marzo 2020

Sono troppi per 4.000 abitanti, preoccupati il presidente della Provincia e il sindaco D’Alberto

TERAMO. C’è allarme per i tre casi di contagio che si sono verificati in Valfino nelle ultime 48 ore perché ritenuta un numero molto alto rispetto alla popolazione interessata, inferiore a quattromila abitanti. Il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura ha inviato una nota ufficiale al presidente della Regione Marco Marsilio per evidenziare questa situazione, sostenendo che i contagi non sarebbero «spiegabili con contatti esterni». Di Bonaventura chiede quindi «misure forti di contenimento, attraverso l’interdizione totale, in entrata ed uscita, dei rispettivi territori. Da considerare anche l’alto numero di attività produttive che insistono nella vallata e che vedono l’impiego di 150 maestranze nel Comune di Montefino, 170 in quello di Castiglione, con contatti accertati con le persone contagiate, e quasi 400 maestranze in quello di Castilenti. Stiamo parlando di oltre 700 persone che ad oggi stanno ancora lavorando negli stabilimenti con tutti i rischi che questo comporta: uno scenario di rischio epidemiologico che avrebbe un impatto devastante sul nostro sistema sanitario provinciale e regionale, che richiede l’attuazione di misure di contenimento immediate ed urgenti, con il blocco totale delle attività produttive nell’area della vallata e di ogni forma di mobilità in entrata e in uscita».
Preoccupato per la situazione in Valfino anche il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, in qualità di presidente del comitato dei sindaci della Asl. «Sto ribadendo questa preoccupazione ormai da due giorni», scrive D’Alberto, « e sono fortemente convinto che l’azione vada fatta subito, in raccordo con la Asl, su quello che è il potenziale focolaio dell’area della nostra provincia, anche in considerazione della contiguità con l’area di Pescara. Il rapporto che c’è tra il numero di contagiati dell’area della Valfino, quello di sorveglianza attiva e la popolazione è fortemente anomalo. Ecco perché abbiamo chiesto alla ASL di esprimersi con chiarezza sullo stato della diffusione epidemiologica di quell’area e se vada configurata una emergenza sanitaria che consenta ai Sindaci di emanare le ordinanze o gli atti che permettano di creare un cordone sanitario, per evitare che ci sia diffusione e propagazione su tutta la provincia e difenderci da quella di Pescara».