Allenamenti e gare allo stadio Deciso il calendario provvisorio

Accordo tra il Comune e le società fino al 30 settembre. Intanto la Rosetana 1920 replica alle accuse del club maggiore: «Il campo non si rovina per colpa nostra. E andremmo volentieri a Santa Lucia»
ROSETO. È stato approvato nella giunta di ieri, dopo la riunione di martedì tra il sindaco Sabatino Di Girolamo, il consigliere delegato allo sport Marco Angelini e i rappresentanti delle società calcistiche cittadine, il calendario provvisorio degli orari di allenamenti e gare in vigore fino al 30 settembre. Una soluzione temporanea in attesa dell’atto di indirizzo che determinerà gli orari definitivi, in particolare per lo stadio Fonte dell’Olmo, per la maggior parte del tempo utilizzato dalle società Asd Rosetana calcio e Universal Roseto e in minima parte dalla società Rosetana 1920, che disputa il campionato di Seconda categoria. Nelle scorse settimane Pino Lamedica, presidente dell’Asd Rosetana calcio, ha polemizzato contro l’amministrazione per il mancato interesse nei confronti dell’impianto, tirando di nuovo in ballo anche l’altra società, la Rosetana 1920.
«Nessuno si può permettere di dire chi può giocare e chi no al Fonte dell'Olmo», risponde Sem Abate, presidente della Rosetana 1920, «e poi ogni volta dicono che per colpa nostra si rovina il terreno di gioco, cosa assolutamente falsa». Abate è disposto anche a lasciare lo stadio Fonte dell’Olmo e spostarsi al campo di Santa Lucia quando sarà pronto: gli ultimi lavori però, ovvero la recinzione esterna e l’asfalto sulla strada, sono stati affidati da poco e difficilmente verranno completati prima della fine di ottobre. «A Santa Lucia ora c’è il terreno sintetico», spiega Abate, «e potrà essere utilizzato da più società, oltre a non avere problemi durante l’inverno, come invece accadeva in precedenza essendo un campo in terra».
Ad Abate si aggiunge anche Maurizio Cerè, membro del direttivo della Rosetana 1920, da tanti anni nel mondo del calcio. «La Rosetana ha una storia importante», dice Cerè, «abbiamo fatto tanti sacrifici negli anni, ma non si sono mai verificati litigi tra le varie società per l’utilizzo del campo Patrizi prima, e dello stadio Fonte dell’Olmo poi, come invece accade in questi ultimi anni. Il campo è di tutti, e il Comune decide chi farci giocare o meno». Nel 1990 lo stadio Fonte dell’Olmo fu omologato per la serie C, essendo presenti tutti gli standard di sicurezza e, sul lato mare, due tribune da circa 1500 posti l’una, oltre a un’altra tribuna sul lato montagna. Circa dieci anni dopo però l’impianto fu disomologato. «Un ex amministratore rosetano e presidente del Cologna Paese, ovvero Ferdinando Perletta», aggiunge Cerè, «portò una delle due tribune dallo stadio Fonte dell’Olmo a Cologna Paese, determinando di conseguenza la retrocessione di Fonte dell’Olmo da stadio di serie C a campo per i dilettanti. In teoria tra le due tribune doveva esserne realizzata un’altra, ma in cemento».
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