Amadori, una dipendente è positiva L’azienda: «Adottate tutte le precauzioni»
Era statisticamente improbabile che fra i 1.500 dipendenti dello stabilimento dell’Amadori di Mosciano, prima o poi , non ci fosse un contagiato di coronavirus. Ieri è stato ufficializzato che un’oper...
Era statisticamente improbabile che fra i 1.500 dipendenti dello stabilimento dell’Amadori di Mosciano, prima o poi , non ci fosse un contagiato di coronavirus. Ieri è stato ufficializzato che un’operaia, residente a Mosciano, ha contratto il Covid 19.
«Si tratta di una lavoratrice che è in malattia dai primi di marzo», fanno sapere dall’azienda avicola, che fa notare come ormai i colleghi che hanno condiviso lo stesso ambiente di lavoro – pare per fortuna siano molto pochi – ormai sia praticamente trascorso il periodo di 14 giorni entro cui si può incubare il virus.
Il gruppo industriale d’altronde fa sapere che ormai dal 24 febbraio ha adottato una serie di stringenti precauzioni in tutti gli stabilimenti in tutta Italia: dalla distribuzione di mascherine e guanti a tutto il personale, alla misurazione della temperatura con termoscan a tutti i dipendenti all’entrata in fabbrica. Chi ha più di 37,2 gradi va a casa.
Norme che saranno ulteriormente intensificate a breve con l’installazione di separè in plexiglass nei posti di lavoro più affollati, dove c’è il rischio che le distanze si riducano. L’azienda sottolinea anche come, appunto per ridurre l’occasione di contatti, siano stati cambiati i turni in modo da far convivere meno persone possibili all’interno dello stesso ambiente di lavoro, distanziando una persona dall’altra.
«Si tratta di una lavoratrice che è in malattia dai primi di marzo», fanno sapere dall’azienda avicola, che fa notare come ormai i colleghi che hanno condiviso lo stesso ambiente di lavoro – pare per fortuna siano molto pochi – ormai sia praticamente trascorso il periodo di 14 giorni entro cui si può incubare il virus.
Il gruppo industriale d’altronde fa sapere che ormai dal 24 febbraio ha adottato una serie di stringenti precauzioni in tutti gli stabilimenti in tutta Italia: dalla distribuzione di mascherine e guanti a tutto il personale, alla misurazione della temperatura con termoscan a tutti i dipendenti all’entrata in fabbrica. Chi ha più di 37,2 gradi va a casa.
Norme che saranno ulteriormente intensificate a breve con l’installazione di separè in plexiglass nei posti di lavoro più affollati, dove c’è il rischio che le distanze si riducano. L’azienda sottolinea anche come, appunto per ridurre l’occasione di contatti, siano stati cambiati i turni in modo da far convivere meno persone possibili all’interno dello stesso ambiente di lavoro, distanziando una persona dall’altra.

