Ambiti sociali, Teramo perde la sua autonomia

La Regione decide di accorpare il capoluogo ad altri Comuni dell’interno Brucchi furioso: «L’assessore Sclocco non può fare a suo piacimento»
TERAMO. La Regione accorpa gli ambiti territoriali di attuazione del piano sociale e fa infuriare il sindaco Maurizio Brucchi. Nella revisione che riduce da 34 a 24 i distretti su cui saranno calibrati obiettivi, interventi e finanziamenti dell’assessorato al welfare guidato da Marinella Sclocco, Teramo non sarà più autonoma. Il Comune, infatti, viene associato all’ambito territoriale montano che comprende Basciano, Canzano, Castellalto, Penna Sant’Andrea, Campli, Cortino, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura e Valle Castellana.
A partire da quest’anno, non appena il piano e la nuova zonizzazione entreranno in vigore, l’amministrazione teramana dovrà condividere servizi e finanziamenti in precedenza destinati solo a lei con altri nove enti. L’operazione, però, suscita non poche perplessità nel sindaco sia per il metodo utilizzato dall’assessore regionale che per il contenuto della proposta. «Nessuno mi ha consultato preventivamente», attacca Brucchi, «Marinella Sclocco non può prendere certe decisioni senza coinvolgere gli enti interessati». Il sindaco sottolinea di essere stato informato dal presidente regionale dell’Anci Luciano Lapenna solo dopo la stesura del nuovo piano. «L’assessore non può fare e disfare come vuole», insiste il sindaco, «e senza sentire nessuno». Nel merito Brucchi fa rilevare che Teramo sarebbe l’unico capoluogo di provincia ad essere accorpato ad altri comuni. «Con quale criterio sono stati rivisti gli ambiti territoriali», domanda il primo cittadino, «quali valutazioni di carattere economico, sociale, demografico e territoriale hanno determinato questa scelta?». Secondo Brucchi, infatti, le aree accorpate hanno caratteristiche disomogenee per cui sarà di fatto quasi impossibile coordinare gli interventi.
«Com’è possibile», chiede, «che esigenze di un territorio ampio, articolato e demograficamente così rilevante, siano equiparate a quelle di territori che non sono dimensionati come il nostro?». Il rischio, inoltre, è che servizi e finanziamenti siano spalmati sull’intero ambito con la conseguenza attenuazione della loro efficacia. «Quali ricadute ci saranno in termini anche economici», è l’ennesima domanda posta dal sindaco, «per il nostro territorio?». La nuova zonizzazione era stata avviata dal predecessore di Marinella Sclocco, il teramano Paolo Gatti. «Nella sua proposta c'era però una differenza sostanziale», precisa Brucchi: «Gli ambiti sarebbero stati 25 e Teramo avrebbe conservato la propria autonomia».
Gennaro Della Monica
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