Ancora un telefonino in cella: indagato detenuto straniero
TERAMO. Un altro telefonino scovato in una cella del carcere teramano di Castrogno. È successo nel giorno di Ferragosto con gli agenti di polizia penitenziaria che hanno fatto la scoperta con un...
TERAMO. Un altro telefonino scovato in una cella del carcere teramano di Castrogno. È successo nel giorno di Ferragosto con gli agenti di polizia penitenziaria che hanno fatto la scoperta con un blitz sorprendendo un detenuto magrebino mentre telefonava con l’apparecchio all’interno della propria cella.
«Il sindacato Sappe si compiace con gli agenti per l’operazione effettuata togliendo dalla disponibilità della criminalità un oggetto per compiere illeciti», scrive Giuseppe Pallini, segretario provinciale del sindacato. Il segretario generale del sindacato Giuseppe Capece scrive in una nota: «Aspettano forse che qualcuno lanci una pistola dentro al carcere o che succeda una tragedia prima di porre rimedio a queste incredibili falle che, se si fosse ascoltato il Sape per tempo, si sarebbe potuto evitare all’origine, ovvero quando il centro commerciale era ancora in costruzione? Ed è possibile che non si possano schermare le celle delle carceri, i cortili ed i saloni dove i detenuti svolgono attività, all’uso dei telefoni cellulari come invece avviene in moltissime se non tutte le carceri europee?».

