Andrologia, crescono i tumori causati dall’ inquinamento

1 Febbraio 2015

GIULIANOVA. Tornano nel 2015 i “venerdì della prevenzione” organizzati dal gruppo medico D’Archivio. Venerdì scorso al Kursaal si è discusso di “Andrologia: sessualità e riproduzione”. A parlare...

GIULIANOVA. Tornano nel 2015 i “venerdì della prevenzione” organizzati dal gruppo medico D’Archivio. Venerdì scorso al Kursaal si è discusso di “Andrologia: sessualità e riproduzione”.

A parlare dell’argomento, Andrea Ledda, specialista in andrologia del dipartimento scienze biomediche dell’università di Chieti e Cristiana Aperio, specialista in biologia molecolare, esperta nello studio del liquido seminale. Ledda ha subito posto l’accento sugli effetti che l’inquinamento ambientale ha sull’organismo e in particolare sull’apparato riproduttivo dell’uomo. Inquinamento del mare Adriatico, del terreno – ha citato la discarica dei veleni di Bussi – dell’aria. Ma anche del cibo: Ledda ha sfatato il mito della dieta mediterranea. L’effetto di tutto questo è che «molti ragazzi vengono colpiti da tumori del testicolo, c’è un incremento anche in Abruzzo e nelle Marche». Notevoli gli effetti di sostanze nocive come la diossina o l’atrazina anche sull’insorgenza di cancro alla prostata. Da non sottovalutare anche gli effetti che i radicali liberi possono avere sull’infertilità, visto che attaccano gli spermatozoi. «In questo caso può aiutare assumere vitamina E», spiega Aperio, «che protegge la membrana delle cellule. E quindi mangiare pomodori o frutti rossi, ad esempio». Ledda ha fatto notare peraltro che l’inquinamento ha avuto effetti anche sull’infertilità «che in 60 anni è passata dal 4 al 24%». (a.f.)

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