Antonetti al vetriolo: «La Lega ha giocato per perdere la partita»

19 Maggio 2023

L’ex candidato accusa il Carroccio per il voto disgiunto «Non sarà all’opposizione con me, vada in maggioranza»

TERAMO. «Se la Lega si siede in consiglio con la maggioranza di D’Alberto, completa l’opera». Carlo Antonetti per sua ammissione non è un politico e dunque parla senza rete, va diretto al punto. E il punto è, nella sua analisi del voto, che il Carroccio ha «giocato per perdere». Antonetti, come ha evidenziato per tutta la campagna elettorale, da ex presidente del Teramo Basket in serie A preferisce il gergo sportivo al politichese. «Le partite si vincono e si perdono», sottolinea, «ma quello che conta davvero sono l’impegno, il rispetto dei cittadini e la lealtà».
Nella sfida con il sindaco ricandidato Gianguido D’Alberto, che lo ha visto sconfitto, «partivamo sfavoriti, quasi da ultimi in classifica», ma c’erano l’entusiasmo e le premesse per arrivare almeno al ballottaggio che invece è sfumato. «Se fai un gol e i tuoi compagni segnano due autogol, la squadra non può vincere». La Lega insomma ha remato contro, tanto per restare nel lessico sportivo, e secondo Antonetti lo dimostra il modesto 3,45% incassato dalla lista. «Con tanti rappresentanti a vari livelli istituzionali e amministratori sarebbe dovuta arrivare al sei o sette per cento», sottolinea l’ormai ex candidato civico e di centrodestra che imputa al Carroccio anche il doppio danno del voto disgiunto. Antonetti snocciola dati secondo cui ha incassato 473 voti meno delle sue liste, poco più del tre per cento appunto, mentre D’Alberto ne ha ottenuti circa 1.230 in più. In questa differenza si anniderebbe il tradimento figlio di un «accordo politico risalente a due mesi fa per l’elezione del presidente della Provincia e che c’è ancora». La Lega, smarcandosi dal centrodestra, ha sostenuto Camillo D’Angelo determinandone la vittoria con il sostegno decisivo di Domenico Sbraccia su cui il Carroccio avrebbe convogliato i propri consensi nelle comunali a vantaggio di D’Alberto.
Il voto disgiunto, a detta di Antonetti, è stato praticato anche da qualche candidato di “Futuro in” la lista che fa capo a Paolo Gatti. «Qualcuno ha giocato per perdere, qualcun altro invece è sceso in campo per dimostrare la propria forza all’interno dello schieramento». La differenza rispetto alla Lega, però, resta abissale. “Futuro in” è risultata la lista più votata del centrodestra. «È arrivata quasi al 15 per cento», fa rilevare l’ex candidato sindaco, «e questo risultato non si discute». Antonetti coglie l’occasione anche per sgomberare il campo dai dubbi sulle sue scelte post-elettorali. «Rispetterò l’impegno preso con i cittadini che mi hanno votato», scandisce, «siederò all’opposizione con orgoglio nell’esclusivo interesse della città e per far in modo che l’amministrazione non continui a fare quello che ha fatto, o meglio non ha fatto, finora». Si tratta di mettere a punto la strategia con gli alleati. «Ci dobbiamo ancora sedere a tavolino con la coalizione», evidenzia Antonetti, «chi ha dimostrato lealtà sarà con me all’opposizione». La Lega, secondo lui, deve restare fuori dal perimetro insomma. «Non sono stato io a cercarli, sono venuti loro da me», puntualizza l’ex candidato, «potevo andare alle elezioni da solo: c’era Quaresimale, perché non hanno scelto lui?». Il dato positivo resta il consenso riscontrato. «Il primo grande grazie è per i 10.879 cittadini che hanno dato fiducia a me e al progetto», osserva Antonetti che, al di là del risultato e degli sgambetti, coglie i lati positivi di una campagna vissuta con «cuore ed entusiasmo, che mi ha fatto riscoprire la città riportandomi a contatto con il popolo teramano». Nel futuro immediato c’è anche la 50ª Coppa Interamnia di cui il neo consigliere è stato presidente del comitato organizzatore prima di accettare la candidatura e dimettersi. «È stato un gesto di eleganza, avrei potuto non farlo», conclude, «ma non volevo i fari puntati su una cosa che ho rilanciato insieme ad altri e che continuerò a sostenere». (g.d.m.)
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