Antonetti: «Negato il confronto, interpellanze solo alla Procura»

11 Luglio 2024

Il consigliere denuncia mancate risposte dell’amministrazione ai quesiti sui temi cruciali per la città Nel mirino anche irregolarità nella convocazione delle commissioni: «Principi democratici calpestati» 

TERAMO . «Da oggi presenteremo interrogazioni solo a Procura, Corte dei conti e Anac». Carlo Antonetti dice basta alle sedute consiliari del question time nelle quali non arrivano risposte da parte dell’amministrazione ai quesiti proposti dall’opposizione. Il rappresentante di Forza Italia ha abbandonato, in polemica, il consiglio di martedì e non intende rimettere piede in aula per le prossime convocazioni riservate alle interrogazioni.
«È trascorso un anno di consiliatura e non è più possibile condividere e sopportare il comportamento di un sindaco e di una giunta che calpestano sistematicamente il corretto esercizio delle prerogative democratiche, facendo finta di concedere una falsa disponibilità al dialogo, alla partecipazione e alla discussione delle problematiche della città», afferma denunciando l’atteggiamento secondo lui omissivo dell’amministrazione. Antonetti cita le sue interrogazioni dei mesi scorsi su stadio, ospedale, teatro comunale, sala ipogea, mercato coperto ed eventi, nonché le richieste di di annullamento di atti in autotutela formulate da consiglieri di minoranza anch’esse rimaste inevase. L’ex candidato sindaco aggiunge «commissioni convocate solo qualche giorno prima di approvare in consiglio le relative delibere, la commissione Pums scomparsa, convocazioni di consigli anche dopo oltre sessanta giorni e, nell’80 per cento dei casi, solo per l’approvazione di debiti fuori bilancio o variazioni di bilancio, la convocazione di cinque sedute consiliari in un mese senza possibilità di studio e approfondimenti». A suo dire «l’unico consiglio su un tema importante e determinante per la città – il nuovo ospedale – lo abbiamo richiesto formalmente noi dell’opposizione con lettera al prefetto: questo modo di concepire con disprezzo la partecipazione, il dialogo, il dibattito e la vita democratica non è più sostenibile». I consiglieri sono «tenuti all’oscuro» sui temi più importanti per la città, come nel caso della transazione relativa al recupero del teatro comunale per la quale l’opposizione ha chiesto invano l’istituzione di una commissione d’inchiesta. «Abbiamo dovuto assistere a un indecente rimpasto di giunta», conclude Antonetti, «operato dal sindaco che evoca la similitudine con il personaggio manzoniano di Don Abbondio: non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno e vaso di terracotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro». (g.d.m.)
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