Anziana sfollata da tre anni in attesa della fisioterapia

4 Marzo 2020

MONTORIO. Ha scritto una lettera aperta all’assessore regionale alla sanità e al direttore generale della Asl. E’ C.D.S. originario di Ortolano, ma che dal 2009 vive nei Map di Montorio con la moglie...

MONTORIO. Ha scritto una lettera aperta all’assessore regionale alla sanità e al direttore generale della Asl. E’ C.D.S. originario di Ortolano, ma che dal 2009 vive nei Map di Montorio con la moglie Romilde di 86 anni. La moglie, affetta da demenza senile, avrebbe bisogno di terapie riabilitative per alleviare i dolori. C.D.S. assiste la moglie al meglio che può ma per «cercare di migliore il decorso della vita di mia moglie, il medico di fiducia ha prescritto delle terapie domiciliari poiché mia moglie invalida al 100 % non può recarsi presso le strutture preposte.
Dopo aver chiesto alla direzione sanitaria l’autorizzazione, mi viene indicata una struttura convenzionata con il servizio sanitario che si trova a Montorio al Vomano: il centro Welness, centro di medicina per lo sport “dr. Giovanni Bonaduce”. Da quando ho fatto domanda sono trascorsi 1.095 giorni! Tre anni di attesa e sofferenza, nonostante la vicinanza alla struttura medica e le continue raccomandazioni fatte. La domanda che vi rivolgo è se mia moglie è destinata a morire senza poter avere uno suo diritto sanitario e se è arbitrio della struttura convenzionata scegliere i proprio pazienti, come se il servizio sanitario avesse opzione di scelta tra simpatie personali o giovane età!». C.D.S si dice sicuro che la sua richiesta «troverà sostegno e sensibilità da ognuno di voi». E «paziente, silenzioso ed educato, nonostante la nostra giovane età, rimango in attesa di un riscontro sperando che non arrivi prima la chiamata dal cielo».
Purtroppo la Asl potrà fare poco per il caso specifico: il problema – fanno sapere alla Asl – è nella convenzione regionale con le strutture private in cui la Asl non ha alcun potere di intervenire sulle liste di attesa del privato. D’altro canto l’Adi (assistenza domiciliare integrata) che viene gestita dalla Asl è dedicata ai pazienti “post acuzie”, precisano sempre alla Asl.