Anziano morto, scatta l’inchiesta dopo la denuncia dei familiari

29 Aprile 2021

Sopralluogo dei carabinieri nell’abitazione, via alle comparazioni sulle macchie di sangue  L’84enne fu trovato in casa con una grossa ferita alla testa, spariti i soldi che aveva in un cassetto

ALBA ADRIATICA. I familiari sono convinti che il loro congiunto, morto in ospedale dopo quasi due mesi di agonia, sia rimasto vittima di una brutale aggressione a scopo di rapina avvenuta in casa il 9 febbraio scorso. Dal loro esposto è scattata l’inchiesta della Procura (ipotesi di reato anche da stabilire) che ha delegato tutta una serie di indagini sulla morte di Antonio Celli, 84 anni, di Alba. Dopo il fascicolo aperto dal pm Andrea De Feis c’è stato un sopralluogo dei carabinieri nell’appartamento in cui l’anziano venne trovato a terra con una ferita sulla testa e per i prossimi giorni sono stati disposti degli esami Dna per fare delle comparazioni con le macchie di sangue trovate nell’abitazione e stabilire la presenza di tracce ematiche non appartenenti alla vittima.
Nell’esposto presentato in Procura i figli dell’uomo (a rappresentarli l’avvocato Antonio Di Gaspare) denunciano il fatto che dalla camera del loro papà siano spariti i soldi, circa cinquemila euro, e che soprattutto la stanza sia stata trovata a soqquadro con cassetti aperti, letto spostato, calorifero a terra. Secondo i familiari, dunque, nessun malore: l’anziano sarebbe stato aggredito e malmenato in casa da qualcuno che gli avrebbe procurato la profonda ferita alla testa. «Mio padre sicuramente non è caduto da solo», ha detto nei scorsi scorsi il figlio Pietro, «era in perfette condizioni di salute, viveva da solo in un appartamento che si trova nello stesso stabile in cui vive mio fratello e io abito a poca distanza. Quello che abbiamo visto nella sua camera da letto ci fa credere che sia stato aggredito da qualcuno che è entrato per una rapina. Da un cassetto mancavano i soldi che lui teneva in casa, il letto era spostato, un calorifero a terra così come le gabbie dei suoi amati uccellini. C’erano tracce di sangue ovunque e non solo nel punto della caduta. In ospedale abbiamo scoperto che aveva lesioni e ferite in altre parti del corpo sicuramente non compatibili con una normale caduta». Il 9 febbraio, così come faceva tutti i giorni, l’anziano era rientrato in casa dopo aver portato fuori il suo cagnolino. «Mio papà era molto metodico», ha detto ancora il figlio, «ogni giorno prima di pranzo portava il cane a spasso e poi rientrava a casa. Chissà se quel giorno quando è rientrato ha sentito dei rumori provenire dalla camera da letto e quindi è entrato per capire cosa stesse succedendo? Forse ha sorpreso qualcuno ed è stato aggredito. A quell’ora mio fratello che abita al piano superiore era fuori per lavoro e la vicina del piano sottostante non c’era e quindi nessuno ha potuto sentire rumori da casa».
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