Anziano sparò a figlio e nipote «Ero caduto, è stato un incidente»

Pensionato di Montorio a processo con l’accusa di aver ferito i familiari scambiandoli per ladri In aula il 75enne racconta: «Il colpo di fucile è partito per sbaglio, non gli avrei mai fatto del male»
TERAMO. Al giudice che gli chiedeva se fosse stato saggio uscire di casa con un fucile carico ha risposto: «Se ognuno di noi potesse tornare indietro mai rifarebbe quello che ha fatto. E’ chiaro che mai avrei voluto far del male a mio figlio e mio nipote».
Il 75enne pensionato di Montorio mette insieme ricordi nell’aula in cui parla da imputato. Perchè lui in quella drammatica notte del luglio del 2014, sostiene l’accusa mossa dalla Procura, sparò a figlio e nipote scambiandoli per ladri entrati nella rimessa della sua abitazione. Ad avere la peggio fu il figlio 38enne colpito all'emitorace sinistro e a cui la rosa di pallini sfiorò l'aorta. Per il ragazzino ferite lievi ad un polso e ad un gluteo. L’uomo, accusato di lesioni aggravate, in aula dà una versione diversa da quella ricostruita dalla Procura (pm titolare del fascicolo Silvia Scamurra, vpo d’udienza Stefania Mangia) sostenendo che quella sera stava provando il fucile a pallini da poco comprato (regolarmente detenuto) che non funzionava bene, con il colpo che partì accidentalmente. «Stavo provando il fucile che non andava bene perché si inceppava», racconta, «ero in casa con la finestra aperta, ho sentito il cane abbaiare e sono sceso per vedere se ci fosse qualcuno. Mi sono portato il fucile perché c’era dentro la cartuccia e non volevo lasciarlo incustodito. Il cane mi è venuto incontro, sono caduto ed è partito un colpo».Rispondendo alle domande del pm il pensionato dice: «Non mi sono reso conto che fuori ci fosse qualcuno, l’ho capito solo quando ho sentito dei lamenti. Quando l’ho capito ho subito chiamato l’ambulanza e poi mi sono sentito male». Quella sera, infatti, anche l’anziano finì in ospedale per un malore.
Una versione che non sembra aver convinto il giudice Flavio Conciatori che ha chiesto all’imputato se invece non avesse sentito dei rumori e fosse uscito per controllare se ci fosse qualcuno. Prima dell’uomo erano stati sentiti il nipote che aveva raccontato di aver sentito un rumore e poi un dolore alla gamba e di come il nonno si fosse preoccupato di soccorrerli e un carabiniere.(d.p.)
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