Aperto il cantiere per spostare la centrale Enel della Cona

5 Dicembre 2021

Cominciati i lavori per trasferire l’impianto e interrarlo. Sopralluogo del senatore Pd D’Alfonso: «Ora bisogna capire perché non parte quello dell’ex manicomio, farò dire una preghiera al vescovo»

TERAMO. Il senatore Luciano D'Alfonso ieri a Teramo per visionare lo stato dell'arte del cantiere della centrale Enel della Cona. Una visita in quello che è uno dei più importanti interventi finanziati coi fondi Masterplan in città e di certo fra i più attesi dai teramani. I lavori di delocalizzazione della centrale, che verrà spostata in un'area difronte all'attuale e interrata, sono partiti e dovrebbero essere conclusi entro il 2022.
Il piazzale che fino ad oggi ha ospitato le strutture Enel sarà riconvertito in luogo di aggregazione con piazza e verde. Ieri insieme a D'Alfonso, artefice con il suo governo regionale dello stanziamento dei 2,5 milioni di euro per l'intervento, erano presenti nel cantiere l'assessore regionale Pietro Quaresimale, i consiglieri regionali Dino Pepe e Sandro Mariani, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e il vice Giovanni Cavallari, il responsabile E-distribuzione area adriatica Roberto Ruggiano e il presidente del comitato di quartiere Domenico Bucciarelli. Gli interventi in corso alla Cona, hanno ribadito Cavallari e Ruggiano, non solo andranno a riqualificare l'area sotto il profilo urbano, ma anche e soprattutto sotto quello ambientale.
Le attuali strutture verranno sostituite con apparati di nuova tecnologia, più performanti e con minore impatto sull'ambiente. D'Alberto ha parlato di risultato storico per la città incassato con quello che può essere considerato «un Pnrr ante litteram». Un traguardo raggiunto «grazie alla sinergia fra i vari livelli istituzionali e al dialogo costruttivo con i cittadini tramite il comitato di quartiere», ha detto il sindaco. E il comitato della Cona sulla questione della centrale è sempre stato vigile e propositivo, ricevendo il plauso di D'Alfonso che ha sottolineato come un «pezzo di popolazione anziché lamentarsi riuscì a redigere un dossier e a fare in modo che noi cogliessimo il valore della priorità. Ora bisogna fare la stessa cosa su tutta l'agenda degli altri problemi». Per “altri problemi” il senatore intende l'ex manicomio di Teramo. Nessuna velata polemica, ma una palese e ironica stoccata sullo stallo del progetto finanziato anch'esso col Masterplan: «Non so dove siano le ragnatele che bloccano quel cantiere. Perché non parte? Ora cercherò il vescovo per fare dire una preghiera per il cantiere del manicomio».
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