Appalti rifiuti a Roseto e Silvi: in aula i primi testi della Procura

29 Ottobre 2021

Tra i sei imputati l’ex dirigente del Comune Maria Angela Mastropietro e l’imprenditore Diodoro La Procura contesta la turbata libertà degli incanti, sentiti i finanzieri delegati alle indagini 

TERAMO. Dopo i tempi dilatati di un procedimento giudiziario scandito da numerosi cambi di giudici e successiva pandemia, sfilano in aula i primi testi del processo sugli appalti rifiuti a Roseto e Silvi tra il 2011 e il 2014. Tra i sei imputati c’è Maria Angela Mastropietro nella sua veste di allora dirigente del Comune di Roseto: da questo fascicolo aperto dalla Procura teramana, e in particolare dalle intercettazioni, è partita l’inchiesta Castrum su un presunto giro di appalti e tangenti a Giulianova e per cui in primo grado la Mastropietro è stata condannata a 5 anni proprio nella sua veste di dirigente (ora sospesa) del Comune di Giulianova.
Oltre alla Mastropietro in questo processo sono imputati Ercole Diodoro, legale rappresentante della Diodoro ecologia, azienda rosetana che si occupa di rifiuti; il collaboratore Alessandro Di Marzio; l'ex vice sindaco di Silvi Enrico Marini; l’allora funzionario del Comune di Silvi Carlo Durante; il consulente di Rovigo Alberto Rao. Per i primi cinque l'accusa contestata dalla Procura è turbata libertà degli incanti, mentre per il sesto è falso ideologico.
I fatti contestati dai pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta (quest’ultimo all’epoca in servizio a Teramo e ora alla Procura di Pescara) si riferiscono a procedure seguite per affidare appalti alla ditta Diodoro Ecologia negli anni tra il 2011 e il 2014. Davanti al collegio presieduto dal giudice Morena Susi (a latere Francesco Ferretti e Enrico Pompei) sono sfilati alcuni finanzieri delegati alle indagini e il titolare di una società di rifiuti di fuori regione all’epoca dei fatti esclusa dall’appalto affidato dal Comune di Roseto. Nell'avviso di conclusione i pm ipotizzano condotte fraudolente poste in essere al fine di favorire l'impresa Diodoro nell'aggiudicazione delle gare d'appalto. Accuse tutte da dimostrare nel corso del dibattimento.
Così scrivono i pm nell'avviso di conclusione in merito a Diodoro e Mastropietro: «Segnatamente, in violazione delle garanzie di segretezza delle offerte economiche e di pari trattamento delle ditte partecipanti, Mastropietro Maria Angela Lucia consentiva alla società "Diodoro Ecologia" di presentare l'offerta economica in epoca successiva all'apertura delle buste depositate dalle ditte partecipanti e quindi dopo aver preso cognizione delle offerte economiche da queste presentate, con ciò intenzionalmente procurando alla società "Diodoro Ecologia" l'ingiusto vantaggio patrimoniale costituito dalla remunerazione conseguente all'aggiudicazione della suddetta gara».
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