Appello alla Regione sulle crisi industriali

13 Agosto 2019

Fiom Cgil e Fim Cisl chiedono un impegno maggiore per le aziende teramane del metalmeccanico

TERAMO. Sindacati del settore metalmeccanico scettici sull’attenzione dedicata dall’assessore regionale al lavoro Piero Fioretti alla crisi delle aziende teramane.
Lo spunto delle critiche arriva da un post su Facebook dell’assessore in cui annuncia che la vertenza Honeywell si è risolta grazie anche al “suo impegno personale”. Il segretario della Fim Cisl Marco Boccanera e quello della Fiom Cgil Mirco D’Ignazio ora, sottolineano, sperano che identica attenzione venga riservata alle fabriche teramane. «Fino ad oggi non abbiamo percepito un coinvolgimento vero dell’assessore al lavoro, o di altri assessori della giunta regionale», incalzano, «a dirla tutta, nell’unico incontro che siamo riusciti ad avere in Regione per Atr, fu lo stesso Fioretti a dire che “la politica più sta lontano da queste vicende e meglio è”. Una posizione tutt’altro che di vicinanza a lavoratrici e lavoratori. Chi, se non la politica locale, si deve preoccupare di che tipo di investimenti si fanno nei territori, quali sono gli scenari presenti e futuri delle aziende in crisi e di quelle in espansione, quali sono i problemi che le stesse aziende scontano e come affrontarli? Non è consentito alla politica svegliarsi solo quando i problemi esplodono, occorre un impegno quotidiano affinché si affrontino le difficoltà, e non quando queste rischiano di far arrivare le aziende al capolinea: un lavoro, senz’altro faticoso, ma che ormai rappresenta una costante dell’attività sindacale. E un esempio su tutti è proprio l’Atr, un’azienda in difficoltà da quasi un anno e nella quale i lavoratori sono stati lasciati soli ad affrontare il problema dei ritardi degli stipendi in attesa di una soluzione costruita nella totale assenza degli amministratori locali».
D’Ignazio e Boccanera chiedono anche impegno della regione sulle politiche industriali. Un settore in cui è assente non solo la Regione, a dire dei sindacalisti, ma anche la Provincia di Teramo. «Un disinteresse sul tema del lavoro culminato con le dichiarazioni del presidente Diego Di Bonaventura che giustificava l’assenza di una specifica delega provinciale al lavoro ed alle attività produttive, con l’attività che lui stesso avrebbe messo in campo in tema di relazioni industriali», osservano Fim e Fiom, «come dire che il lavoro passa solo da un rapporto diretto tra aziende e politici, tagliando fuori qualsiasi tipo di dialogo con le parti sociali e con i lavoratori». Situazione aggravata dalla perdita dell’ufficio provinciale dedicato alle crisi aziendali, trasferito in Regione un anno fa. Ad aggravare il tutto, la crisi di governo: «il ministero dello Sviluppo economico che già fino ad oggi non ha brillato per efficienza e celerità, con l’assenza di un governo in carica rischia una vera e propria paralisi. Una paralisi che rischia di investire anche la gestione della vertenza Selta che al Mise si sta affrontando cercando di salvare i 250 posti di lavoro, di cui 80 a Tortoreto». (a.f.)
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