Appello di Mastromauro: «Il centrosinistra sia unito»

16 Aprile 2019

GIULIANOVA. A dieci giorni dalla presentazione delle liste per la tornata amministrativa del 26 maggio, Francesco Mastromauro, ex sindaco degli ultimi dieci anni, interrompe il silenzio dopo la...

GIULIANOVA. A dieci giorni dalla presentazione delle liste per la tornata amministrativa del 26 maggio, Francesco Mastromauro, ex sindaco degli ultimi dieci anni, interrompe il silenzio dopo la sconfitta delle regionali e torna a parlare di politica. E lo fa per lanciare un appello all’unità delle forze progressiste, civiche e solidali.
Nella conferenza stampa che ha tenuto ieri nel suo studio di avvocato, ha analizzato il risultato delle regionali ma soprattutto ha parlato del futuro di Giulianova che, a suo dire, corre il rischio di finire nelle mani di persone che non hanno a cuore la città ma con alle spalle poteri economici forti i cui interessi finiranno per cancellare tutto quello che di buono è stato fatto, a discapito della parte debole della collettività. «Ho deciso di parlare perché il momento è importante», ha detto l’ex sindaco, «fra dieci giorni inizia una campagna elettorale che potrebbe essere determinate per il futuro di questo territorio e io sono molto preoccupato, c’è troppa frammentazione tra le forze progressiste, civiche e solidali, perché in tutto questo tempo è mancato il dialogo. Ma sono convinto che è ancora possibile farle tornare insieme, attraverso una sintesi programmatica e un unico candidato sindaco che rappresenti tutte queste forze».
L’ex sindaco insiste sul rischio che il centrosinistra diviso possa perdere il governo della città, lasciandolo nelle mani di chi non ha interesse a difendere le conquiste fatte in ambito ambientale e di solidarietà degli ultimi 50 anni. In merito al risultato del voto regionale Mastromauro dice di non sentirsi tradito ma ritiene che sia stata tradita la città: «Sono mancati appena 200 voti per avere una rappresentanza, seppur in opposizione, nel consiglio regionale. Questo territorio non ha saputo fare gioco di squadra ed ora siamo senza voce. Dopo dieci anni da sindaco, credevo che le persone a cui ho dato visibilità come assessori e consiglieri avrebbero potuto sostenermi per dare finalmente voce alla città all'interno della massima istituzione regionale». Mastromauro si dice preoccupato perché oggi la città è isolata e senza punti di riferimento. Elenca le tante cose positive realizzate da sindaco ma così conclude: «Ho fatto tante cose buone per la città ma ho fallito nella creazione di una classe dirigente politica affidabile perché molti di quelli a cui ho dato ruoli, hanno esercitato lo sport più in voga, il salto della quaglia. Sono saliti sul carro nel 2009, quando in tutta la regione il centro sinistra perdeva e solo qui manteneva il governo, poi però o non mi hanno sostenuto o hanno appoggiato altri candidati espressione di altri territori».
Mirella Lelli
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