Approvati in consiglio gli aiuti fiscali alle attività

1 Maggio 2021

Le imprese che assumono avranno azzerate per tre anni Imu, Tari e Cosap Italia Viva e il centrodestra si astengono: «Provvedimento pieno di difetti»

TERAMO. Il piano di aiuti alle attività e il rendiconto 2020: questi i temi caldi che ieri sono stati al centro del consiglio comunale di Teramo. Entrambi discussi in aula, sono stati approvati nonostante le resistenze di una parte dell'opposizione.
GLI AIUTI. L'assessore alle attività produttive Antonio Filipponi ha illustrato il regolamento volto ad alleggerire la pressione fiscale sulle imprese e ad incentivare l'occupazione: azzeramento per tre anni di Imu, Tari e Cosap per le aziende che scelgono di avviare o trasferire l'attività sul territorio comunale e che assumono o mantengono in organico persone residenti a Teramo con una percentuale che varia in base al numero totale dei dipendenti; sgravi (dal 30 al 100%) sulla Tari per le attività che assumono residenti a Teramo. Il regolamento ha accesso il dibattito in aula, con una parte dell'opposizione che ha parlato di aiuti poco efficaci chiedendo di rinviare il voto. Italia Viva ha sollevato perplessità sulla selezione delle categorie che potranno accedere ai sostegni: «Questo regolamento è un'offesa agli imprenditori, avete fatto fuori talune categorie in modo ingiusto e avete creato discriminazione collegando gli sgravi alla residenza a Teramo: ritiratelo», ha tuonato il consigliere Giovanni Luzii. A fargli eco il consigliere di Futuro In Franco Fracassa: «Apprezziamo la volontà nell'elaborare misure di sostegno all'occupazione, ma questo regolamento presenta delle fragilità. Faccio un esempio: una pasticceria di cento metri quadrati che assume un lavoratore otterrà uno sconto Tari di 355,20 euro in un anno, cioè 0,97 centesimi al giorno: un po' poco se rapportato all'impegno economico di una assunzione. Per questo chiedo di rinviare la discussione e limare i contenuti». La replica è arrivata da Massimo Speca, del Pd, che ha spiegato come il Comune possa mettere in atto per sua natura interventi di affiancamento a quelli statali per incentivare l'occupazione e come «questo regolamento sia stato frutto già di interlocuzione con la minoranza che ha dato il suo contributo ma che oggi appare ostile», ha detto il consigliere. Il provvedimento è stato approvato con 21 sì e cinque astenuti (Italia Viva, Futuro In, Oltre, Fratelli d'Italia e Forza Italia).
IL RENDICONTO 2020. Il rendiconto si è chiuso con un fondo cassa di 21 milioni (contro gli 11 del 2019) e con 842mila euro di avanzo libero. L'assessore al bilancio Stefania Di Padova ha spiegato come il risultato positivo sia stato frutto in parte dei ristori legati al Covid e al sisma, ma anche in buona misura di una attenta gestione delle risorse e di una intensa attività di riscossione dei tributi. Ma i conti non convincono una parte dell'opposizione. Luzii ha parlato di avanzo di cassa figlio solo dei fondi esterni e di assenza di programmazione: «Non avete avviato un appalto. Non c'è traccia di una riforma strutturale, avete solo venduto qualche pezzo di terra per rifare gli asfalti». Dura la replica del sindaco Gianguido D'Alberto: «Il vero obiettivo raggiunto oggi, al di là del dato contabile, è che portiamo il rendiconto nei termini di legge. Chi ci ha preceduto ha rinviato scelte importanti: noi abbiamo avuto il coraggio politico di farle. Come l'operazione, grandiosa, della Team; come gli asili, con le rette che agevolano chi è in difficoltà. L'opposizione si muove solo per livore e l'esposto sulla Team lo dimostra: non è stato un atto di democrazia andare in Procura, come il consigliere Corona dice, ma un gesto politico. La democrazia è altro». Il rendiconto è stato votato con 20 sì, 2 astenuti (Lega e Cinque stelle), 8 no dell'opposizione.
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