Arbitro malmenato da un giocatore durante un torneo di calcio a 5

Il direttore di gara 35enne è stato aggredito in campo. Per lui una prognosi di quindici giorni, la partita è stata sospesa
SANT’OMERO. Un gol subito, gli animi che si scaldano e il direttore di gara che estrae il cartellino rosso a un giocatore che lo aggredisce verbalmente. Il fischietto gli volta le spalle per far riprendere il gioco e l'aggressione diventa fisica: devono intervenire i compagni per allontanare il calciatore violento, mentre l'arbitro 35enne riporta ferite sul collo e una prognosi di quindici giorni. L'ennesimo episodio di violenza ai danni di un direttore di gara si è consumato lunedì sera a Poggio Morello di Sant’Omero, nell'ambito di un torneo di calcio a 5 organizzato da un'associazione locale, ma sotto la giurisdizione del Centro sportivo italiano di Teramo. La partita è stata interrotta quando ormai mancavano pochi minuti al termine. Il pubblico presente, al momento dell'aggressione, si è subito schierato dalla parte del direttore di gara. Il fischietto, da cinque anni tesserato con il Csi, talvolta dirigendo anche il Teramo in amichevole, è stato portato in pronto soccorso per le cure del caso. La sua volontà, espressa a chi lo conosce, è di denunciare l'episodio alle forze dell'ordine, ma anche di tornare presto ad arbitrare.
«A nome mio personale, dell’intero consiglio provinciale e di tutta la comunità del Csi Teramo, esprimo la più ferma e assoluta condanna per il grave e inaccettabile episodio di violenza verificatosi durante la gara di calcio a 5 del torneo di Poggio Morello», ha detto il presidente del Csi Vincenzo Montani, «al nostro arbitro va la nostra totale vicinanza. Nessuna dinamica di gioco, nessuna tensione agonistica e nessuna frustrazione individuale possono in alcun modo giustificare un gesto di tale gravità. Di fronte a quanto accaduto, servono tolleranza zero e fermezza disciplinare: gli organi della giustizia sportiva del comitato si sono immediatamente attivati per acquisire il referto e adottare i provvedimenti più severi previsti dai regolamenti. Richiamiamo tutte le società affiliate», ha concluso, «a un’assunzione diretta di responsabilità per garantire un clima idoneo e condannare fermamente ogni deriva violenta, verbale o fisica». Il giocatore violento, tesserato Csi limitatamente al torneo, rischia di non potersi più eventualmente iscrivere, oltre alla squalifica. Dal comitato si rimarca come, in duemila partite l'anno organizzate, la percentuale di casi di violenza sia bassissima: si parla di un episodio ogni mille gare, il che non rende ovviamente quanto accaduto meno grave.
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