Arboretti: la brutta storia del Lido delle Palme

GIULIANOVA. È uno degli elementi principali del quadro accusatorio dell’inchiesta Castrum su un presunto giro di tangenti al Comune di Giulianova. La lottizzazione – mai realizzata – denominata Lido...
GIULIANOVA. È uno degli elementi principali del quadro accusatorio dell’inchiesta Castrum su un presunto giro di tangenti al Comune di Giulianova. La lottizzazione – mai realizzata – denominata Lido delle Palme è finita nel mirino della magistratura perché per facilitare l’iter urbanistico qualcuno dei proprietari avrebbe promesso una tangente all’ex dirigente del Comune Maria Angela Mastropietro. Secondo il gruppo politico Il Cittadino Governante, rappresentato in consiglio da Franco Arboretti, questo è la conseguenza di una vicenda opaca dal punto di vista amministrativo. Nel ripercorrere l’iter della lottizzazione – 90mila metri quadri nella zona E2 turistica, inizialmente destinati a strutture ricettive, residenziali, commerciali e sportive – Arboretti ricorda che l’iter urbanisti si concluse nel 1998. «Da allora si sarebbe potuto tranquillamente edificare», sostiene il consigliere, «se si fossero seguite le direttive del Prg. Invece si è voluto fare altro a scapito degli interessi generali e di un insediamento di qualità». Nel 2009 – è ancora la ricostruzione di Arboretti – la giunta Mastromauro adottò un nuovo piano di lottizzazione in variante al Prg che successivamente venne annullato dal Tar su ricorso di alcuni proprietari dissidenti, bloccando il tutto per altri sette anni. «L’estate scorsa», continua il consigliere, «pur di assecondare i voleri del consorzio dei proprietari, l’amministrazione ha proceduto, con una doppia delibera di giunta, all’approvazione sostanzialmente dello stesso piano di lottizzazione già bocciato dal Tar». Nel fare questo, il Comune avrebbe commesso una doppia irregolarità: avrebbe aggirato la sentenza del Tar e avrebbe omesso di fare approvare la lottizzazione in consiglio comunale. «Come si vede è una brutta storia», dice ancora l’esponente della minoranza, che ha avuto due conseguenze: da una parte la paralisi del progetto e dall’altra l’attenzione della magistratura.(e.a.)
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