Area Blu a Marsilio: per salvare il turismo vanno individuate delle “zone bianche”
Il tavolo turismo del coordinamento amministratori e cittadini “Area Blu” ha scritto una lettera al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per chiedere «delle forti iniziative a sostegno...
Il tavolo turismo del coordinamento amministratori e cittadini “Area Blu” ha scritto una lettera al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per chiedere «delle forti iniziative a sostegno del turismo nel Teramano». Per Area Blu «il sistema turismo dovrà trasformare la propria proposta» ma «è necessario pensare a un periodo di transizione. Da qui l’idea di istituire di contro alle “zone rosse”, purtroppo nate per contenere il virus,
anche delle “zone bianche”, ovvero delle zone in cui il virus non è arrivato e non deve neanche arrivare. La nostra proposta, dunque, è che il turismo debba ripartire proprio da queste “zone bianche”, da quelle aree non investite dal virus, in cui liberalizzare la mobilità interna. Ciò significa riaprire le attività: dalle fabbriche ai ristoranti, fino alle palestre di questi territori. Dare la possibilità agli abitanti “interni” di potersi muovere liberamente e riaprire le
possibilità di un movimento economico locale in attesa di riaprire i propri confini al turismo». Area Blu sostiene che potrebbe venire in aiuto la tecnologia, «per stabilire per ogni area o evento, un indice massimo di affollamento attraverso delle app».
anche delle “zone bianche”, ovvero delle zone in cui il virus non è arrivato e non deve neanche arrivare. La nostra proposta, dunque, è che il turismo debba ripartire proprio da queste “zone bianche”, da quelle aree non investite dal virus, in cui liberalizzare la mobilità interna. Ciò significa riaprire le attività: dalle fabbriche ai ristoranti, fino alle palestre di questi territori. Dare la possibilità agli abitanti “interni” di potersi muovere liberamente e riaprire le
possibilità di un movimento economico locale in attesa di riaprire i propri confini al turismo». Area Blu sostiene che potrebbe venire in aiuto la tecnologia, «per stabilire per ogni area o evento, un indice massimo di affollamento attraverso delle app».

