Area di crisi Vibrata Incontro al ministero per l’approvazione

Convocate le Regioni Abruzzo e Marche e le Province di Teramo e Ascoli: dopo la firma arriveranno i fondi
TERAMO. Il ministero per lo Sviluppo economico ha convocato il tavolo nazionale di coordinamento per approvare il piano di riconversione dell’area di crisi complessa Vibrata-Tronto. L’appuntamento è per martedì prossimo a Roma alle 10.30. Un momento atteso da istituzioni e parti sociali che prelude all’uscita dei bandi di finanziamento da parte di Invitalia, l’Agenzia nazionale per gli investimenti del ministero dell’Economia, che è il soggetto attuatore. Il piano infatti è il documento di programmazione che definisce tipologia e criteri delle azioni di sostegno ed è stato elaborato sulla base delle indicazioni emerse dalla manifestazione di interesse dell'ottobre 2016. L’appuntamento di martedì prossimo è importante perché ad esso sono collegati anche i bandi regionali le cui misure devono essere complementari e sinergiche con le azioni del governo. Del tavolo di coordinamento chiamato ad approvare il piano fanno parte quattro ministeri (Economia, Ambiente, Infrastrutture, Lavoro) le due Regioni coinvolte (Abruzzo e Marche) e le Province di Teramo e Ascoli Piceno.
Venerdì scorso una delegazione teramana guidata dal presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino - composta dai rappresentanti di Confindustria, Api, Confartigianato e dai segretari di Cgil, Cisl e Uil - si è incontrata con il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, al quale ha rappresentato la necessità di un maggiore raccordo con le parti sociali del territorio. Confermato il fondo stanziato dal governo di 30 milioni di euro per l'area di crisi Vibrata-Tronto, somma equamente divisa fra i due territori; inoltre ci sono circa 7 milioni di euro di fondi Fers che saranno prioritariamente destinati alle richieste che arriveranno dalla Vibrata.
«Nel merito del piano che andremo a valutare», ha detto Di Sabatino, «sono emerse novità positive e la più importante è certamente quella riguardante i contratti di sviluppo, progetti di filiera con investimenti significativi, il cui finanziamento verrà scorporato dal fondo per l'area di crisi. In questo modo aumentano le possibilità di sostegno per le aziende di piccole dimensioni così diffuse nel nostro tessuto produttivo e, nello stesso tempo, si incentiva la creazione di consorzi d'impresa nei settori dove già esiste una filiera consolidata come nell'automotive, nell'agroalimentare, nell'abbigliamento». Si è quindi concordato di creare una cabina di regia locale coordinata dalla Provincia per favorire il dialogo delle parti sociali con la Regione - per i provvedimenti a diretta gestione dell'ente regionale come i Fesr - e con il governo che attraverso Invitalia gestirà i bandi dell'area di crisi. «Un monitoraggio in tempo reale», conclude Di Sabatino, «con il contributo di chi il territorio lo conosce bene, facendo tesoro delle esperienze, anche negative registrate in altre aree di crisi italiane; questi finanziamenti vanno spesi tutti e bene. Un obiettivo che si raggiunge con la concertazione e la partecipazione».

