Aree industriali a pezzi: via a lavori per 6 milioni

28 Dicembre 2023

Il presidente dell’Arap Savini: «Saranno rifatti asfalti, rotatorie, incroci e verde Realizzeremo le fognature dove le imprese utilizzano ancora le fosse Imhoff»

TERAMO. Tre milioni per rimettere a posto le strade, due milioni e 700mila euro per realizzare o adeguare le infrastrutture idriche: questi i fondi che la Regione ha assicurato all’Arap, l’agenzia regionale che si occupa di attività produttive, per intervenire nei martoriati nuclei industriali del Teramano. Si tratta di lavori attesi da tempo e che, grazie alla copertura data dai fondi europei Fsc, dovrebbero partire nel corso del 2024. Il presidente dell'Arap Giuseppe Savini ne è certo: «Sono interventi immediatamente cantierabili, alcuni sono stati già progettati e l’Arap ha il grosso vantaggio di essere essa stessa stazione appaltante, per cui non ha bisogno di intermediazione per avviare le gare. Nel 2024 le zone industriali, non solo del Teramano, torneranno all’antico splendore».
Savini, dopo aver premesso che «l’Arap è un ente che non dispone di fondi pubblici ma è una sorta di amministratore del condominio delle imprese, alle quali spetterebbe la gestione delle infrastrutture», spiega come si è arrivati a definire questo piano straordinario di manutenzioni: «Quando mi sono insediato nel 2020 ho preso atto insieme al cda che c'era una carenza atavica di manutenzione nei nuclei industriali, i cui consorzi in Abruzzo hanno subito una fusione nel 2011 quando erano già indebitati. Considerato che ora le imprese sono meno del passato e che la crisi strutturale del tessuto economico territoriale ha determinato grosse difficoltà per le imprese a restituire i corrispettivi per le attività dei piani triennali di lavori, tutto questo ha determinato un approccio strategico completamente diverso dal passato, ovvero cercare di intervenire senza gravare ulteriormente sulle imprese. La scelta è stata di fare una cosa mai fatta nelle precedenti gestioni, ovvero di andare sui fondi messi a disposizione dal pubblico per attuare un piano di intervento straordinario di ristrutturazione di tutte le infrastrutture dei nuclei industriali: strade, sottoservizi e impianti di depurazione. Abbiamo chiesto un intervento della Regione attraverso i fondi Fsc nella programmazione 2021-27, poi emergenza Covid e guerre hanno fatto slittare la programmazione dal 2021 al 2024».
Nel complesso, per interventi su viabilità e sottoservizi nelle aree industriali di tutto l’Abruzzo, Arap ha richiesto circa 50 milioni, oltre al reintegro dei fondi per le opere della programmazione 2014-20 (soldi, questi, che arriveranno grazie all’accordo con il ministro Provenzano). «La Regione», continua Savini, «ha dichiarato che alimenterà il fondo Fsc per le manutenzioni ordinarie e straordinarie. All'inizio del 2024 ci sarà lo sblocco dei fondi e questo permetterà il rifacimento delle strade, delle rotatorie, degli incroci e del verde ad esempio nel nucleo teramano di Sant'Atto, e la realizzazione ex novo delle fognature nel nucleo di Villa Zaccheo, un’area che era nata come autoporto e dove le imprese sono costrette a utilizzare le fosse Imhoff. Come Arap utilizzeremo a soli fini industriali i depuratori di Sant'Atto e Cordesco perché il Ruzzo farà confluire gli altri scarichi nell'impianto di Mosciano. Ne deriveranno notevoli risparmi alle imprese che attualmente utilizzano le fosse Imhoff e il territorio», conclude il presidente dell’Arap, «verrà liberato dall'inquinamento ambientale derivante dal trasporto dei reflui su gomma».
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