Aree industriali, l’Api: l’Arap chiede solo soldi

TERAMO. Con la conferenza stampa di ieri mattina l’Api, l’associazione delle piccole e medie industrie, ha voluto sottolineare lo stato di degrado in cui vertono le aree industriali della provincia...
TERAMO. Con la conferenza stampa di ieri mattina l’Api, l’associazione delle piccole e medie industrie, ha voluto sottolineare lo stato di degrado in cui vertono le aree industriali della provincia di Teramo.
Dopo la nota di contestazione rivolta all’Arap, l’azienda regionale delle attività produttive, Alfonso Marcozzi, presidente dell’Api, ribadisce: «La richiesta economica alle imprese sui servizi di manutenzione è venuta fuori da una riunione territoriale fatta con Antonio Sutti (direttore generale dell’Arap, ndr). La lettera di dissenso è stata formulata per riflettere sul modello che l’Arap sta cercando di mettere in piedi: le aree della provincia soffrono da tempo, sono abbandonate a loro stesse e oggi loro chiedono i soldi per assolvere a questo compito. Non c’è il rifiuto a pagare ma quello di condividere questo modello organizzativo dato che non ci sono i principi ispiratori, ovvero quelli di saper vendere e ristrutturare gli spazi. L’unica cosa che troviamo sul tavolo è una richiesta di soldi: le imprese vogliono pagare ma solo dal momento in cui si cambia passo. L’idea alla base di queste strutture regionali era importante e lungimirante, ma le imprese chiedono che gli interventi vengano messi in campo in tempi brevi».
Aggiunge un commento anche Enea Lesti, vice presidente dell’Api e titolare della Lesti Pallets: «Attualmente l’Arap potrebbe svolgere anche un’importante azione del ripristino dello scalo ferroviario, che è molto importante sia per il nostro nucleo industriale sia per quelle imprese che vogliono venire a investirci. Si potrebbero fare ancora tantissime cose».
Andrea Ursini
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