Arlecchino, il Tar nega la proroga della concessione fino al 2035

21 Settembre 2021

GIULIANOVA. Il tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso della società Arlecchino sas, titolare dell’omonimo stabilimento balneare ubicato sul lungomare Zara, che aveva presentato...

GIULIANOVA. Il tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso della società Arlecchino sas, titolare dell’omonimo stabilimento balneare ubicato sul lungomare Zara, che aveva presentato istanza per far eseguire una sentenza dello stesso Tar risalente al luglio 2018. Fu disposto allora dai giudici l’annullamento del diniego del Comune alla richiesta di proroga della concessione a tutto il 2035. Il Tar, nella seduta dello scorso 8 settembre, afferma che il ricorso non può essere accolto in quanto la sentenza da eseguire non aveva riconosciuto il diritto della ricorrente a ottenere la proroga, ma solo dichiarato l’illegittimità dei provvedimenti impugnati, rinviando all’amministrazione comunale l’esercizio del potere amministrativo da concretizzarsi in una nuova istruttoria. Il Tar sottolinea che il Comune ha eseguito la sentenza avviando il procedimento amministrativo, che però si è bloccato a seguito della rinuncia della società. Ancora il Tar rileva che la pronuncia del Comune non contiene alcun riferimento ai canoni non pagati e alla loro rilevanza in merito alla proroga della concessione: viene riconosciuta da parte dei giudici amministrativi la morosità della ricorrente.
All’esito della sentenza la società Arlecchino sottolinea in una nota che «nessuna espressa rinuncia era stata fatta dalla società in merito all’ottemperanza della sentenza, ma solo un accantonamento temporaneo per valutare l’ordinamento normativo più favorevole. La società avendo fatto investimenti corposi sul bene dello Stato aveva diritto, in base alla Finanziaria del ’93 ancora in vigore, a un periodo d’ammortamento di 20-25 anni e alla riduzione del canone del 50%». Secondo la società l’affermazione secondo cui la concessione era decaduta per il mancato pagamento dei canoni sarebbe «di totale invenzione». (al. al.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.