Armi ai vigili urbani, il sindaco: «Il referendum non si può fare»

Il primo cittadino Massi: «La legge non lo prevede su un tema di sola competenza amministrativa» La richiesta avanzata dalle opposizioni che hanno già avviato una raccolta firme tra tutti i residenti
COLONNELLA. Il referendum consultivo sull’armamento della polizia locale non ci sarà. Non lo prevede la legge su una materia che resta di esclusiva competenza amministrativa e sindacale, supportata da sentenze di Cassazione e da circolari ministeriali.
Dunque, non può essere il cittadino di Colonnella a decidere se un agente di polizia locale, nell’esercizio delle sue funzioni, debba svolgere servizio con o senza pistola. Tramonta, dunque, la possibilità che i colonnellesi possano esprimersi sulla questione, al netto della raccolta di firme avviata dal comitato promotore con a capo i consiglieri di opposizione Paolo Forlì, Fabio Di Felice e l’ex segretario del Pd, Ivano Di Benedetto, attualmente in corso. Insomma, quelle firme non sortiranno nessun effetto, alla fine, fa sapere il sindaco Biagio Massi che nei giorni scorsi aveva avviato interlocuzioni per capire se la materia fosse oggetto di referendum, ricevendo risposta negativa. Il quadro sembra più che chiaro, la scelta di armare o meno gli agenti non è sindacabile dalla collettività perché così vuole la legge. «Ricordo a tutti che i nostri agenti di polizia locale, da cui è pervenuta la richiesta di essere armati, sono padri di famiglia e vanno tutelati nell’esercizio delle loro funzioni», dice il sindaco, «ricordo anche che, come recitano diverse sentenze, non ultima della Cassazione, spetta al datore di lavoro garantire la loro sicurezza. Proprio il consigliere Fabio Di Felice disse che lui possedeva cinque pistole e che si esercitava regolarmente al poligono. Per lui vale avere le armi mentre per chi svolge servizi di sicurezza collettiva, no?». Massi va dunque avanti e dopo aver approvato il regolamento relativo all’armamento della polizia locale procederà alla sua applicazione, preoccupato dai dati sui reati fra il 2021 e 2022 (12 arresti, 50 denunciati, 95 furti denunciati, 11 truffe, 3 rapine di cui una con conflitto a fuoco). «L’opposizione facente riferimento a Paolo Forlì e a Di Felice parla di migliaia di euro che andranno spesi per acquistare le armi, formare gli agenti, rendere idonei i locali per l’armeria», aggiunge il sindaco di Colonnella, «stiamo parlando di cinque o seimila euro. Sanno che per fare il referendum, la comunità ne avrebbe spesi di più? Occorre approvare un regolamento referendario specifico e sostenere i costi per lo stesso referendum tra retribuzioni del personale, scrutatori, schede e quant’altro necessario».
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