Armi non previste trovate nel comando: assolto capo dei vigili

13 Marzo 2017

Sant’Omero, un’altra vittoria in tribunale del tenente Pace contro il Comune. All’epoca il sindaco Pompizi lo sospese

SANT'OMERO. Vito Rocco Pace rinuncia alla prescrizione del reato per dimostrare la propria estraneità dall'accusa di detenzione abusiva e omessa custodia di armi. Il giudice del tribunale di Teramo Antonio Converti gli dà ragione assolvendolo perché il fatto non sussiste. Ennesima vittoria per il comandante della polizia locale di Sant'Omero che vince, uscendone brillantemente, l'ottava battaglia giudiziaria (tra cause di lavoro, civili e penali) contro il Comune.

Fra le tante vertenze avviate negli anni a cavallo fra il 2009 e il 2012 c'era anche quella della dotazione delle armi. Nell'inventario dell'armamento eseguito dopo la sospensione dal servizio di Pace (difeso dall'avvocato Mariateresa D'Innocenzo) furono censiti dei proiettili che pare non esistessero nella dotazione assegnata dal Comune. La vicenda si tinse di giallo sul ritrovamento di quei colpi in più custoditi nell'armadietto dell'ufficio di polizia e su questo aspetto venne inviato un rapporto alla procura della Repubblica di Teramo. Nello specifico furono inventariati 50 proiettili calibro 9,21 e 8 calibro 7,65 di cui l'amministrazione non conosceva l'esistenza. L'arsenale era composto anche da tre pistole Beretta, tre caricatori pieni, due manganelli e due giubbotti antiproiettile. In attesa della motivazione della sentenza si può presumere che il castello accusatorio sia stato smontato anche perché, all'epoca, Pace era responsabile del servizio di polizia locale ma il titolo di comandante se lo era attribuito l'allora sindaco, Alberto Pompizi. Su questo presupposto, a Pace non poteva essere contestata una responsabilità che non aveva in ordine alla custodia dell’armamento a disposizione dei vigili del comando.

Alex De Palo

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