Arriva il prefetto-giornalista: «Girerò in incognito nei bar»

Stelo, 55 anni, proviene da Oristano: «Sono stato qui in vacanza, ma adesso è tutt’altra cosa» La crisi economica e la sicurezza i primi temi da affrontare: «Studierò questo bel territorio»
TERAMO . «Sarò un prefetto girandolone». Si presenta così, con una battuta che rivela la sua toscanità acquisita, il nuovo prefetto Fabrizio Stelo. Originario di Roma, ma senese d’adozione, 55 anni, si è insediato ieri alla guida dell’ufficio provinciale del Governo, subentrando a Massimo Zanni che ha lasciato l’incarico per andare in pensione. «Avvierò da subito il giro di incontri con rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine per conoscere approfonditamente questo territorio così bello», esordisce, «ma girerò anche in incognito, nei bar e nelle edicole, per avere contatti diretti con i cittadini». Giornalista pubblicista, appassionato di storia, Stelo, tra l’altro sposato con una teramana, ha già frequentato il Teramano da turista. «Sono stato in vacanza a Tortoreto, per cui conosco già un po’ il territorio», rivela, «ma tornarci da prefetto è tutt’altra cosa». Arriva da Oristano, dove ha guidato la prefettura negli ultimi due anni, dopo una serie di incarichi al ministero degli Interni e in Toscana appunto. «Darò il mio contributo per affrontare le problematiche di questo territorio», assicura, «sviluppando la massima collaborazione con tutti i livelli istituzionali».
Tra le emergenze indicate dal nuovo prefetto c’è la crisi economica che si traduce nelle difficoltà registrate da tante aziende con vertenze che arrivano anche nel suo ufficio. «Si tratta di un problema che riguarda tutto il Paese, non solo questa provincia», tiene a evidenziare, «e che affronterò insieme ai sindacati e alle associazioni di categoria». Altra questione da affrontare è la sicurezza, a cominciare da quella stradale, dopo i recenti tragici incidenti mortali, ma anche legata alla lotta ai fenomeni criminosi. «Questa è una provincia abbastanza tranquilla», spiega Stelo, «ma va posta massima attenzione, con l’aiuto delle forze dell’ordine, che contribuiscono a far sentire al sicuro i cittadini». L’impegno sarà anche orientato alla gestione dei flussi migratori «per trovare una sistemazione adeguata a chi arriverà». La prima fase sarà di studio e già nel pomeriggio di ieri il prefetto ha incontrato il sindaco Gianguido D’Alberto per un primo colloquio. «Presto», assicura, «proverò a passare dalle parole ai fatti». (g.d.m.)

