Arriva la neve ma la stagione è a rischio

30 Novembre 2016

Ai Prati di Tivo gli impianti apriranno a giorni ma le prenotazioni sono poche perché i turisti temono il terremoto

PIETRACAMELA. Ripartenza in salita per il turismo montano nella stagione invernale, tra il timore degli effetti terremoto ia Prati di Tivo e l’assenza di un gestore degli impianti a Prato Selva. La prima neve è arrivata e il Natale si avvicina, ma la stagione turistica invernale sul Gran Sasso teramano è segnata dall’incertezza e dal timore di un calo delle presenze.

I due terremoti e le continue scosse rappresentano la causa maggiore di preoccupazione tra gli operatori, ma non sono gli unici problemi e nelle principali stazioni sciistiche la ripartenza si muove su due fronti. Ai Prati di Tivo tutto è pronto per la stagione invernale con la gestione, da luglio, del consorzio “Gran Sasso Prati”. All'orizzonte una serie di novità, offerte e promozioni. «Aspettiamo a giorni il collaudo degli impianti e subito ripartiamo», ha affermato Paolo Di Furia, presidente di “Gran Sasso Prati”, «quest’anno c'è un nuovo tapis roulant e probabilmente anche un altro tappeto. Inoltre abbiamo i cannoni sparaneve che garantiscono un servizio essenziale e ci stiamo impegnando con gli albergatori per un miglioramento dei servizi con una politica prezzi e pacchetti che possano invogliare i turisti». La preoccupazione più grande tra gli addetti del settore sono gli effetti negativi del terremoto. Le prenotazioni, infatti, non sono molte. «La stagione estiva era partita benissimo, ma tutto si è fermato il 24 agosto quando tutti sono scappati e pochi tornati e si è aggravata il 30 ottobre», continua Di Furia, «vogliamo far capire che qui non ci sono danni materiali, le strutture funzionano e ci stiamo impegnando per far rivivere Prati di Tivo».

Speranze, ma anche tristi constatazioni. «Abbiamo chiesto alla “ Gran Sasso teramano”, la società che possiede gli impianti, la revisione del canone annuale di 156mila euro e anche della durata dell’appalto che scade il 2 maggio», conclude Di Furia, «perché non avendo gli introiti presunti e stimati per il sisma la vediamo come l’unica soluzione per portare avanti il contratto che giova ai Prati e al territorio circostante».

A Prato Selva, invece, la stagione è a rischio. Gli impianti sono senza gestione e la seggiovia dell’Abetone è ferma. E da questo impianto, il più grande, ma a fine vita tecnico e con necessità di revisione per ottenere la proroga a funzionare per altri dieci anni,dipende il destino della stazione sciistica. «Stiamo aspettando il preventivo per la revisione e se è eccessivo non sappiamo se possiamo farla» ha spiegato Adolfo Moriconi, sindaco di Fano Adriano, «Ci auguriamo di riuscire a far ripartire l’Abetone anche nella primavera prossima così si può trovare un gestore in attesa che terminano i lavori della nuova seggiocabinovia, ma senza l'impianto è difficile ripartire». Anche la strada provinciale per Prato Selva necessita di lavori urgenti. «Questo è un momento difficile per noi», conclude Moriconi, «già dopo il terremoto la situazione è grave, se chiude anche la stazione di Prato Selva si aggrava la condizione per tutto il comune di Fano e del territorio circostante». Un' importante riunione ci sarà martedì. La Provincia, uno dei soci della “Gran Sasso Teramano” proprietaria degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva ha chiesto la liquidazione della società e se ciò avvenisse inciderebbe anche sul futuro degli impianti.

Adele Di Feliciantonio

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