Arriva un nuovo anestesista ma la situazione resta difficile

Ospedale, il medico dovrebbe prendere servizio a febbraio ripristinando l’organico del 2018 Anche con cinque specialisti, però, rimane problematico coprire il servizio nelle tre sale operatorie
GIULIANOVA. Permane la grave carenza di anestesisti nell’ospedale di Giulianova. Nello scorso mese di dicembre il numero degli specialisti operativi del settore, dopo che uno dei medici in servizio si è trasferito in un altro ospedale, è sceso da cinque a quattro. E pare che questa situazione debba rimanere tale fino alla fine di gennaio, ma a febbraio la situazione potrebbe migliorare con l’arrivo di un altro anestesista con il quale si tornerebbe alla situazione del 2018, con un lieve miglioramento per quanto riguarda gli interventi da programmare nelle tre nuove sale operatorie. Attualmente, sia per il reparto di chirurgia che per quello di ortopedia e traumatologia, è molto difficile programmare gli interventi cosiddetti “di elezione” e così il lavoro si concentra quasi esclusivamente sulle emergenze, ovvero su tutto ciò che non è procrastinabile. Naturalmente all’interno dell’ospedale c’è malumore per una situazione che si trascina stancamente da troppo tempo, con la dirigenza della Asl che si giustifica col fatto che reperire anestesisti in Italia è molto difficile. Lo stesso manager Roberto Fagnano, in occasione dell’inaugurazione della nuova risonanza magnetica, aveva affermato: «Più volte abbiamo provveduto a rendere pubblici avvisi per l’assunzione di anestesisti da impiegare all’ospedale di Giulianova, ma tutti i tentativi si sono purtroppo rivelati infruttuosi. Ovviamente insisteremo nella difficile ricerca». Ma a Giulianova obiettano che, senza fare paragoni con il Mazzini di Teramo, dove esiste una situazione decisamente più complessa, negli ospedali di Atri e Sant’Omero ci sono molti meno problemi per quanto riguarda gli anestesisti Al San Liberatore ne sono presenti nove, mentre al Val Vibrata ce ne sono otto. Sarebbe sufficiente spostarne un paio a Giulianova e tutto sarebbe risolto. Intanto per il trasferimento del reparto medicina nel padiglione est si dovrà attendere almeno un anno in attesa che vengano reperite le risorse finanziarie.
Per quanto riguarda il futuro della struttura sanitaria, il comitato per la salvaguardia dell’ospedale costiero, che in passato ha raccolto 13mila firme a sostegno del presidio giuliese, comunica che scenderà di nuovo in campo dopo aver consegnato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte una lettera aperta. Uno degli esponenti del comitato, Pablo Ghaderi, ha annunciato infatti che saranno invitati ad un incontro pubblico i tre candidati governatori per ottenere dei precisi impegni sull’efficienza dell’ospedale. «Fino ad ora», sostiene Ghaderi, «abbiamo assistito solo ad un basso balletto di chiacchiere. L'obiettivo era quello di chiudere l'ospedale di Giulianova».
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