Arrivano 18 migranti al Felicioni «In quarantena ma stanno bene»

Roseto, il sindaco Di Girolamo rassicura chi ha protestato sui social per la scelta della prefettura Il titolare del residence: «Erano a Foggia in una struttura in cui non c’erano misure di sicurezza»
ROSETO. «Comunico che nel pomeriggio del 1° maggio, su impulso della prefettura di Teramo, 18 ragazzi migranti sono stati alloggiati in città in un residence sul lungomare Trieste». Esordisce così il sindaco Sabatino Di Girolamo, con un post sulla sua pagina Facebook, per spiegare l’arrivo al residence Felicioni di 18 nuovi migranti, provenienti da una struttura di Foggia, che ora dovranno osservare nella struttura 14 giorni di quarantena cautelare per l’emergenza Covid 19.
«Preciso che non manifestano alcun malessere, ma precauzionalmente devono stare in quarantena», aggiunge il sindaco, «le forze dell’ordine, già informate, vigileranno sul rispetto dell’obbligo». Il post del sindaco, però, è arrivato solo ieri, dopo la pubblicazione sui social di un video, nel pomeriggio del 1° maggio, con il pullman davanti al residence Felicioni e i 18 migranti con guanti e mascherina. Un ritardo nella comunicazione che ha scatenato tante critiche da parte di molti cittadini, di alcuni consiglieri di opposizione e di qualche associazione politica, oltre a 400 commenti in appena tre ore, sotto il suo post, con vari insulti per l’episodio, visto il momento particolare di emergenza.
Il sindaco, però, non specifica il perché di questo trasferimento. Il titolare del residence Felicioni, che dal 2016 ospita migranti, dà la sua versione. «A Foggia, nella struttura dove alloggiavano, non potevano essere garantite le misure di sicurezza e il distanziamento», spiega Francesco Felicioni, «io attualmente ho un intero piano libero, dove posso sistemare i 18 migranti, garantendo tutti i protocolli di sicurezza».
Il primo cittadino rosetano, nel suo post, ha aggiunto che «nella mattinata di lunedì, con una formale missiva, chiederò alla prefettura di evitare ulteriori arrivi in città, memore dei problemi che un eccessiva presenza di migranti procurò nell’estate del 2016, e in considerazione del particolare momento di pericolo dovuto alla pandemia in atto». Una dichiarazione che ha ulteriormente riscaldato gli animi, in particolare sui “problemi causati”: il residence Felicioni, centro di prima accoglienza, ospita dall’ottobre del 2015 diversi migranti, provenienti in maggioranza dall’Africa occidentale. E’ arrivato ad ospitarne circa 180, ma negli ultimi anni il numero è sceso notevolmente, e attualmente ne sono presenti circa 70 (compresi i 18). A parte il caso di tubercolosi nel 2016, il furto di una bici o una rissa interna, problemi particolari di ordine pubblico in città non ci sono stati. Alcuni di loro, in questi anni, sono stati impiegati nella pulizia della città, tramite una convenzione tra Comune e struttura, oltre ad aver aiutato alcune associazioni, ad esempio le Guide del Borsacchio, nella gestione delle emergenze.
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