Arrivano cartelle piene di errori su Imu e Tasi di cinque anni fa

I contribuenti contestano: «Ci chiedono somme che abbiamo pagato». L’assessore: «Molti sbagli secondo la Soget sono nelle dichiarazioni del 2015, c’è chi crede di aver versato il dovuto e non è così»
TERAMO. In questi giorni nelle case di molti teramani stanno arrivando gli accertamenti Imu e Tasi relativi al 2015, con richieste di pagamento che in molti casi, secondo i contribuenti, non sarebbero dovute. Un vero e proprio caos, con cittadini sul piede di guerra e commercialisti alle prese con controlli e verifiche. Una situazione delicata, anche perché gli accertamenti arrivano in un periodo complicato per molte famiglie, già provate dalla crisi legata all'emergenza Covid. E così in questi giorni i contribuenti, ricevute di pagamento alla mano, si stanno recando agli sportelli o dai propri commercialisti per verificare come contestare gli accertamenti.
«Nei giorni scorsi mi è arrivata una raccomanda del Comune relativa a un accertamento per Imu non pagata del 2015», racconta una cittadina, «sono andata dal mio commercialista, abbiamo controllato sul cassetto fiscale e sembra che la cooperativa che si occupa della riscossione non abbia incrociato i dati dell'Imu e della Tasi. Infatti la somma che mi contestano come non versata è esattamente pari a quella della Tasi che io ho versato». Di casi simili ce ne sarebbero tantissimi. Ma non solo, perché le casistiche dei presunti errori sarebbero numerose. Secondo la Soget, la società incaricata dal Comune della riscossione, sarebbero errori effettuati a monte dagli stessi contribuenti nel momento in cui hanno effettuato le dichiarazioni. «Da quello che mi è stato detto dalla Soget», spiega l'assessore al bilancio Stefania Di Padova, «le casistiche sarebbero varie con errori effettuati a monte. In alcuni casi, ad esempio, nelle dichiarazioni sarebbe stato inserito un unico codice invece dei due distinti di Imu e Tasi e di conseguenza il sistema è stato indotto in errore. In altri casi, soprattutto per quanto riguarda le locazioni, alcuni contribuenti che hanno più locazioni spesso dimenticano di presentare le relative comunicazioni anche all'ufficio tributi e questo ingenera altri errori, mentre in altri casi ancora i problemi sono stati creati da alcuni Caf che nell'incrocio tra Isee e rendite catastali hanno sbagliato a fare i conti e ad esempio non hanno fatto pagare l'Imu a chi la doveva pagare o gliel'hanno fatta versare in alcuni casi con un importo inferiore rispetto al dovuto».
Ovviamente ogni caso andrà valutato singolarmente, e laddove l'utente risulterà aver già pagato il dovuto, la cartella verrà annullata. Nel caso in cui, invece, per un errore nella compilazione dei modelli, abbia versato di meno sarà come sempre tenuto a pagare. Non è la prima volta, in ogni caso, che l'arrivo degli accertamenti sui tributi locali nelle case dei teramani genera polemiche per presunti errori. A creare malumore è anche il fatto che gli avvisi arrivino a pochi mesi dalla prescrizione dei tributi interessati. La normativa prevede infatti che gli accertamenti debbano essere inviati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della relativa dichiarazione.
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